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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 4601 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
A' lor cantori diano i re fulgente
collana d'oro lungo il petto, i volghi
a' lor giullari dian con roche strida
suono di mani.

Premio del verso che animoso vola
da le memorie a l'avvenire, io chiedo
colma una coppa a l'amicizia e il riso
de la bellezza.

Come ricordo d'un mattin d'aprile
puro č il sorriso de le belle, quando
l'etą fugace chiudere s'affretta
il nono lustro;

e tra i bicchier che l'amistade infiora
vola serena imagine la morte,
come a te sotto i platani d'Ilisso,
divo Platone.


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L'uccello bianco, stordito come me Giunse dall'Egitto Aveva attraversato mari e monti Sfidato mille pericoli Stanco atterrņ bruscamente sul mio soffitto Io ero solo in casa Aspettai un po' Credevo che si sarebbe ripreso Non potevo crederci Non facevo altro che pensare a quello stupido di un uccello Quando si riprese Il mio cuore impazziva dalla gioia L'uccello bianco che aveva attraversato mari e monti Sfidato mille pericoli Ora stava bene Io contento andai a letto Spensi la luce e rapidamente mi addormentai

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