La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 8353 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Gino, che fai sotto i felsinei portici?
mediti come il gentil fior de l'Ellade
d'Omero al canto e a lo scalpel di Fidia
lieto sorgesse nel mattin de i popoli?

Da l'Asinella gufi e nibbi stridono
invid´ando e i cari studi rompono.
Fuggi, deh fuggi da coteste tenebre
e al tuo poeta, o dolce amico, vientene.

Vienne qui dove l'onda ampia del lidio
lago tra i monti azzurreggiando palpita:
vieni: con voce di faleuci chiÓmati
Sirmio che ancor del suo signore allegrasi.

Vuole Manerba a te rasene istorie,
vuole MunÝga attiche fole intessere,
mentre su i merli barbari fantasimi
armi ed amori con il vento parlano.

Ascoltiam sotto anacre˛ntea pergola
o a la platonia verde ombra de' platani,
freschi votando gl'innovati calici
che la Riviera del suo vino imporpora.

Dolce tra i vini udir lontane istorie
d'atavi, mentre il divo sol precipita
e le pie stelle sopra noi viaggiano
e tra l'onde e le fronde l'aura mormora.

Essi che queste amene rive tennero
te, come noi, bel sole, un dÝ goderono,
o ti gittasser belve umane un fremito
da le lacustri palafitte, o agili

Veneti a l'onda le cavalle dessero
trepida e fredda nel mattino roseo,
o co 'l tirreno lituo segnassero
nel mezzogiorno le pietrose acropoli.

Gino, ove inteso a le vittorie retiche
o da le dacie glor´oso il milite
in vigil ozio l'aquile romulee
su 'l lago affisse ricantando Cesare,

ivi in fremente selva Desiderio
agit˛ a caccia poi cignali e daini,
fermo il pensiero a la corona ferrea
fulgida in Roma per la via de' Cesari.

Gino, ove il giambo di Catullo rapido
l'ala aprÝ sovra la distesa cerula,
Lesbia chiamando tra l'odor de' lauri
con un saliente gemito per l'aere,

ivi il compianto di lombarde monache
salmod´ando ascese vŔr' la candida
luna e la requie mormor˛ su i giovani
pallidi stesi sotto l'asta francica.

E calerem noi pur gi˙ tra i fantasimi
cui nÚ il sol veste di fulgor purpureo
nÚ le pie stelle sovra il capo ridono
nÚ de la vite il frutto i cuor letifica.

Duci e poeti allor, fronti sideree,
ne moveranno incontro, e "Di qual secolo
- dimanderanno - di qual triste secolo
a noi venite, pallida progenie?

A voi tra' cigli torva cura infˇscasi
e da l'angusto petto il cuore fumiga.
Non ne la vita esercitammo il muscolo,
e discendemmo grandi ombre tra gl'inferi".

Gino, qui sotto anacre˛ntea pergola
o a la platonia verde ombra de' platani,
qui, tra i bicchieri che il vin fresco imporpora,
degna risposta meditiamo. Versasi

cerula notte sovra il piano argenteo,
move da Sirmio una canora imagine
gi˙ via per l'onda che soave mormora
riscintillando a al curvo lido infrangesi.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie del 800 più letti

» Guido Gozzano - Le golose
» Emilio Praga - Vendetta postuma
» Giovanni Pascoli - Oh! valentino
» Aleardo Aleardi CHE COSA Eĺ DIO?
» Giuseppe Giusti - Affetti di una madre
Gli ultimi Poesie del 800 pubblicati

» GiosuŔ Carducci INNO A SATANA
» Alessandro Manzoni MARZO 1821
» GiosuŔ Carducci IL BOVE
» GiosuŔ Carducci MEZZOGIORNO ALPINO
» Giovanni Pascoli NOVEMBRE
» Edmondo De Amicis BONT└


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Satirelli ricciutelli, satirelli, or chi di voi porgerÓ pi¨ pronto a noi qualche nuovo smisurato sterminato calicione, sarÓ sempre il mio mignone1; nÚ m'importa, se un tal calice sia d'avorio o sia di salice, o sia d'oro arciricchissimo purchÚ sia molto grandissimo.

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6763
Autori registrati
3727
Totali visite
15489200
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2020 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e adesso curato da Manuel Pagnani.