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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 4481 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Tal mormoravi possente e rapido
sotto i romani ponti, o verde Adige,
brillando dal limpido gorgo,
la tua scorrente canzone al sole,

quando Odoacre dinanzi a l'impeto
di Teodorico cesse, e tra l'erulo
eccidio passavan su i carri
diritte e bionde le donne amąle

entro la bella Verona, odinici
carmi intonando: raccolta al vescovo
intorno, l'italica plebe
sporgea la croce supplice a' Goti.

Tale da i monti di neve rigidi,
ne la diffusa letizia argentea
del placido verno, o fuggente
infaticato, mormori e vai

sotto il merlato ponte scaligero,
tra nere moli, tra squallidi alberi,
a i colli sereni, a le torri,
onde abbrunate piangon le insegne

il ritornante giorno funereo
del primo eletto re da l'Italia
francata: tu, Adige, canti
la tua scorrente canzone al sole.

Anch'io, bel fiume, canto: e il mio cantico
nel picciol verso raccoglie i secoli,
e il cuore al pensiero balzando
segue la strofe che sorge e trema.

Ma la mia strofe vanirą torbida
ne gli anni: eterno poeta, o Adige,
tu ancor tra le sparse macerie
di questi colli turriti, quando

su le rovine de la basilica
di Zeno al sole sibili il cņlubro,
ancor canterai nel deserto
i tedi insonni de l'infinito.


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