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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 4086 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Ben vieni, o bell'astro d'argento,
compagno tacente a la notte.
Tu fuggi? oh rimanti, splendore pensoso!
Vedete? ei rimane: la nuvola va.

Piś bel d'una notte d'estate
č solo il mattino di maggio:
a lui la rugiada gocciando da i ricci
riluce, e vermiglio pe 'l colle va su.

O cari, gią il musco severo
a voi sopra i tumuli crebbe:
deh come felice vedeva io con voi
le notti d'argento, vermigli i bei dķ!


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Noi ci vedemmo sotto cieli tetri, vite di Cipro, al tempo che tu arricci pochi rimasti pampini ed arsicci sui tralci immiseriti come spetri. Ci rivediamo che ricopri i vetri di verde folto, allacci di viticci e attingi coi tuoi grappoli biondicci la loggia, in alto, pił di venti metri.

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