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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 1779 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
I

Brulli i pioppi nell'aria di vola
sorgono sopra i lecci, sfavillando
come oro: sopra il tetto della scuola
si sfrangia un orlo a fiocchi rosei; quando,

lieve come un sospiro, entra; poi sola,
bianca, le mani al cuore, rist, ansando;
gira gli occhi - dov' la famigliuola? -
e ha sui labbri il suo sorriso blando;

ma piange. Oh: s: son quello: il tuo Giovanni...
un po' mutato. O madre seppellita,
che gli altri lasci, oggi, per me; parliamo.

Io devo dirti cosa da molti anni
chiusa dentro. E non piangere. La vita
che tu mi desti - o madre, tu ! - non l'amo.

II

Non piangere. uno sforzo cos mesto
viverla senza te questa tua vita!
ad ogni gioia tanto dolor questo
subito ricordar te, seppellita!

Dai sogni, oh! brevi, della gioia desto
io mi ritrovo a piangere infinita-
mente con te: morire! cos presto!
partire, o madre, come sei partita!

Tu non dovevi. Con quelli occhi in pianto!
con quella bimba che parlava appena!
Dovevi, o madre pia, dirlo a Dio padre,

che non potevi; e ti lasciasse; e in tanto
te la guarisse Dio quella tua vena
che ci si ruppe nel tuo cuore, o madre!

III

Non piangere. . . Sarebbe cos bello
questo mondo odorato di mistero!
sarebbe la tua via come un sentiero
con l'erba intatta, all'ombra dell'ornello.

E nuova tu saresti anche all'amello,
anche al frullo d'un passero ciarliero!
Ma rasentando il muto cimitero,
ti fermeresti pallida al cancello . . .

E io direi del sonno delle larve
che sognano ali, e delle siepi tetre
ch'hanno nel sonno grappoli di fiori.

Pianger ti lascierei di ci che sparve;
indi sorrideremmo anche alle pietre
bianche, l, tra cipressi e sicomori.

IV

Ma . . . ma tu piangi come non ti vidi
piangere mai, nel dolce viso attento.
Ma se lo so, con che dolce lamento
chiedevi al cielo e con che fiochi gridi
che ti lasciasse! Quali madri i nidi
lasciano soli pigolare al vento ?
S'era per mamma, t'avrei qui; lo sento:
viva; lo so: perdonami; sorridi.

Ma se lo so: fioccava senza fine;
e tu, tra i ceri, con la morte accanto,
sentendo gli urli della tramontana,
parlavi, ancora, delle due bambine
cui non potevi, non potevi, in tanto,
cucire i piccoli abiti di lana.

V

Ma s: la vita mia (non piangere!) ora
non poi tanto sola e tanto nera:
cant la cingallegra in su l'aurora,
cantava a mezzod la capinera.

I canarini cantano la sera
per la mia cena piccola e canora:
poi nell'orto vedessi a primavera
come il ciclame e l'ulivella odora!

I gerani vedrai, messi al coperto
dal gelo: qualche foglia ha la cedrina,
ricordi ? l'erba che piaceva a te . . .

Sorridi? a questo sbatter d'usci ? certo
Ida tua che sfaccenda, oggi, in cucina.
E Maria? Maria prega, oggi, per me.


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