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Pubblicata il: giugno 20, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 758 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
I
E si lev la Parvoletta in pianto.
Piangea, la povera anima, e mirava
il suo fratello rauco gramo franto...
"Se tu crescesti, se, qual ero, io resto,
piccola, perch farne la tua schiava,
di me che nacqui, tu lo sai, pi presto?"
Piangea la semplice anima fanciulla:
"Sono pi grande! Quando tu, smarrito
del mondo immenso, pigolavi in culla,
io era l, tra l'ombre mute e sole,
fui io che il tenero umido tuo dito
guidai ver' gli occhi di tua madre e il sole!
Fui io che prima, per un tuo gran male,
ti dissi, St! ascolta!... Una soave
nenia sonava presso il tuo guanciale.
E tu la udisti, e ti chetavi, attento
attento, di sulla tua lieve nave
che uguale uguale dondolava al vento...
Io, che cos, con una piuma, il viso
ti vellicai, che tu torcesti alquanto
le labbra, e nacque il primo tuo sorriso!
Io, che picchiando sulla sponda un giglio,
battevo il tempo, e tu movesti al canto
la bocca, e nacque il tuo primo bisbiglio!
Io, che girai, per darti gioia, il talco
d'una stellina, che agitai gli squilli
d'un sistro, onde stridivi come un falco
di nido; e quando, solo, in mano a Dio,
restavi, a sera, in casa, coi gingilli
tuoi, bono bono, era che c'ero anch'io!"


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