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Pubblicata il: giugno 20, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 1798 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Canto III - III

E balz su, come di s stupita,
e lev alto e vie pi alto un canto,
toccando l'arpa con le lievi dita.
Fil, guizz nel cielo azzurro ed oro
il puro canto e rimbalz rinfranto
in un immenso singulto sonoro.
Sfavill. Si spegneva... era gi spento
No: riviveva e distendea le bianche
ali nel cielo e palpitava al vento.
Risaliva con palpiti e sussulti
alto, pi alto, per rinfrangersi anche
in un'onda, in un'ansia di singulti.
Grid. Mor. Sola le cristalline
lagrime l'arpa ora stillava; quando
risorse la dolcezza senza fine,
riprese il canto, alto tra cielo e mare,
a plorar forte, ad implorare blando,
spezzarsi, unirsi, sospirare, ansare;
un grido, e pace. Ecco le goccie d'oro
tinnir sull'arpa, dalle corde mosse
di quell'acuta gioia di martro;
e il canto alzarsi e i palpiti argentini
piovere gi, poi risalire a scosse,
a spiri, a strida...
E balz su, Rossini.
Tacita l'alba, tacita la strada.
Sul mare alcune lievi nubi rosse.
Sopra la terra fresco di rugiada.
Ronzava quella voce di preghiera
e di dolore, quasi ancora fosse
con lui la povera anima; e s, c'era!
Molle di pianto, egli percosse i tasti
tuoi, clavicembalo, e tu palpitasti...
ASSISA A PIE` D'UN SALICE...


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