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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 1410 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
E l'acqua cade su la morta estate,
e l'acqua scroscia su le morte foglie;
e tutto chiuso, e intorno le ventate
gettano l'acqua alle inverdite soglie;
e intorno i tuoni brontolano in aria;
se non qualcuno che rotola gi.
Apersi un poco la finestra: udii
rugliare in piena due torrenti e un fiume;
e mi parve d'udir due scoppietti
e di vedere un nereggiar di piume.
O rondinella spersa e solitaria,
per questo tempo come sei qui tu?
Oh! non questo un temporale estivo
col giorno buio e con la rosea sera,
sera che par la sera dell'arrivo,
tenera e fresca come a primavera,
quando, trovati i vecchi nidi al tetto,
li salutava allegra la trib.
Se n' partita la trib, da tanto!
tanto, che forse pensano al ritorno,
tanto, che forse gi provano il canto
che canteranno all'alba di quel giorno:
sognano l'alba di San Benedetto
nel lontano Baghirmi e nel Born.
E chiudo i vetri. Il freddo mi percuote,
l'acqua mi sferza, mi respinge il vento.
Non pi gli scoppietti, ma le remote
voci dei fiumi, ma sgrondare io sento
sempre pi l'acqua, rotolare il tuono,
il vento alzare ogni minuto pi.
E fuori vedo due ombre, due voli,
due volastrucci nella sera mesta,
rimasti qui nel grigio autunno soli,
ch'aliano soli in mezzo alla tempesta:
rimasti addietro il giorno del frastuono,
delle grida d'amore e giovent.
Son padre e madre. C' sotto le gronde
un nido, in fila con quei nidi muti,
il lor nido che geme e che nasconde
sei rondinini non ancor pennuti.
Al primo nido gi tocc sventura.
Fecero questo accanto a quel che fu.
Oh! tardi! Il nido ch' due nidi al cuore,
ha fame in mezzo a tante cose morte;
e l'anno morto, ed anche il giorno muore,
e il tuono muglia, e il vento urla pi forte,
e l'acqua fruscia, ed gi notte oscura,
e quello ch'era non sar mai pi.


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