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Pubblicata il: giugno 20, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 1661 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
I
Cercava sempre, ed era ormai vegliardo.
Cercava ancora, al raggio della vaga
lampada, in terra, la caduta dramma.
L'avrebbe forse ora cos sorpreso
con quella fioca lampada pendente,
e gliel'avrebbe con un freddo soffio
spenta, la Morte. E presso a morte egli era!
e Dio gli disse: "Io gi non venni a pace
mettere in terra; pace no, ma spada.
Venni a separar l'uomo da suo padre,
figli da madre, suocera da nuora.
I suoi di casa l'uomo avr nemici".
E Dio soggiunse: "Non cercare adunque
ci che le genti cercano; ma il regno
cerca di Dio, cerca la sua giustizia!
N pensare al dimani: esso, ci pensi.
Ad ogni giorno basta la sua pena".
E Dio grid: "Chi ama padre o madre
su me, non degno di me. Chi ama,
pi di me, figlio o figlia, non degno
di me. E chi non prende la sua croce
e segue me, non degno di me".
Ed e' vest la veste rossa e i crudi
calzari mise, e la natal sua casa
lasci, lasci la saggia moglie e i figli,
e per la steppa il vecchio ossuto e grande
spar. Tra i peli delle ciglia gli occhi
ardeano cupi nelle cave occhiaie,
e gli sferzava intorno al viso il vento
la bianca barba. Tra le betulle irte
andava, curvo sul bordone, ed aspra
scrosciava sotto il grave pi la neve.
E mentre andava, a lui pi forte il cuore
un d batt; spicciava dalla fronte
ghiaccia il sudore ed anelava il petto.
Ond'ei sost nella nevata steppa
in un crocicchio, in mezzo a grandi selve.
E chiuse gli occhi sotto i fili d'erba
delle sue ciglia. Ma li apr stupito...


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