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Pubblicata il: giugno 20, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 782 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
II
E si trov sotto un pallor d'ulivi.
Ed una voce ud soave accanto:
"Frate Leone, Dio ti benedica".
Ed era un poverello, ch'avea rotta
la tonica e il cappuccio ripezzato,
e scalzo andava, con la tasca al collo
sospesa, cinto d'un capestro i fianchi.
Erano intorno strida di cicale,
canti d'uccelli in chiarit di sole.
E il poverello disse al pellegrino
cos: "Frate Leone pecorella,
ben tu scrivesti, ove perfetta gioia.
Quando giungiamo al nostro loghicciolo
Santa Maria degli Angeli, e la porta
picchiamo, ed esce il portinaio, e dice:
- Chi siete voi? - Siam due dei vostri frati -
e colui dice: - Voi non dite vero;
andate via, che siete due ribaldi -
se noi gli obbrobri sosteniamo in pace;
frate Leone, ivi perfetta gioia.
E se picchiamo ancora, ed egli ancora
esce e ci caccia con gotate e dice:
- Partitevi indi, o vili ladroncelli! -
se questo ancora noi portiamo in pace;
frate Leone, ivi perfetta gioia.
E se, da fame stretti pur, picchiamo
e in pianto e per l'amor di Dio preghiamo
ed egli esce e ci batte a nodo a nodo
con un bastone, e noi soffriamo in pace;
frate Leone, ivi perfetta gioia.
E per scrivi, che se il male al mondo
resta, soffrirlo meglio assai che farlo;
meglio che dare, che ti diano; meglio
giacer Abel, che stare in pi Caino.
E per scrivi, che non nel mondo
pregio maggiore, ch'essere dispetti,
e somigliare, in anco noi volere
beffe, gotate, verghe, fiele e croce,
all'uomo in terra ch'era Dio nei cieli".


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