La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: giugno 20, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 898 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
VIII
E si trov tra massi di granito,
il pellegrino, irsuti di lentisco
e di ginepro, e v'odorava il timo
e l'acre menta e il glauco rosmarino
dai fior cilestri. E vi s'uda lo zirlo
dei tordi e il trillo delle quaglie e il fischio
dei merli. E sparso era un armento bigio
d'onagri. E stava, sopra un masso a picco,
bianca una vacca avanti il mar tranquillo.
Ed era quella un'isola selvaggia,
con grande odor di regamo e di salvia.
Pascea sui picchi la solinga capra,
pascean le vacche chiuse nella tanga.
N rissa mai v'ardeva, se non l'aspra
voce talora alta mettea la mandra
degli orecchiuti. E il mare sussurrava
come un po' stanco, con la placid'ansia
quasi di sonno, all'ineguale spiaggia.
Pur altre volte il vento udire il rullo
facea di cupi timpani e l'acuto
squillo di trombe, andando al ciel lo spruzzo
salso del mare; e un secco fragor lungo
dava, ai macigni ed allo scoglio, d'urto.
Fuggiano il vento pallide le nuvole,
accavallate all'orizzonte oscuro;
e palpitava scosso da un sussulto
il cielo, il cielo che v' sempre azzurro.
Ma il sole allora limpido come oro,
scaldava i pingui cavoli nell'orto,
le prime fave, i fiori del fagiolo.
E del fior d'uva gi per l'alto poggio
spremea l'odore. E i petali di fuoco
gi dei gerani trasparian dal boccio.
E luccicava l'lbatro e l'alloro...


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie del 800 più letti

» Guido Gozzano - Le golose
» Emilio Praga - Vendetta postuma
» Aleardo Aleardi CHE COSA E DIO?
» Giosu Carducci - Sole d'inverno
» Edmondo De Amicis BONT
Gli ultimi Poesie del 800 pubblicati

» Giosu Carducci INNO A SATANA
» Alessandro Manzoni MARZO 1821
» Giosu Carducci IL BOVE
» Giosu Carducci MEZZOGIORNO ALPINO
» Giovanni Pascoli NOVEMBRE
» Edmondo De Amicis BONT


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Sopraggiungeva con un onnipresente sorriso appena percettibile, rimarcato da quelle due rughe che le segnavano le guance cos come dei rigagnoli attraversano silenziosamente echeggianti uno scenario di quiete e pacatezza.

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6526
Autori registrati
3072
Totali visite
9687728
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.