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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 5247 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Presso alla culla, in dolce atto damore,
che intendere non pu chi non madre,
tacita siede e immobile; ma il volto
nel suo vezzoso bambinel rapito,
arde, si turba e rasserena in questi
pensieri della mente inebriata.

Teco vegliar m caro,
gioir, pianger con te: beata e pura
si fa lanima mia di cura in cura;
in ogni pena un nuovo affetto imparo.

Esulta alla materna ombra fidato,
bellissimo innocente!
Se venga il d che amor soavemente
Nel nome mio ti sciolga il labbro amato;

come lingenua gota e le infantili
labbra tadorna di bellezza il fiore,
a te cos nel core
affetti educher tutti gentili.

Cos piena e compta
Avr lopra che vuol da me natura;
sar dellamor tuo lieta e sicura,
come data tavessi unaltra vita.

Goder dogni mio bene,
dogni mia contentezza il Ciel ti dia!
Io della vita nella dubbia via
Il peso porter delle tue pene.

Oh, se per nuovo obietto
Un d taffanna giovenil deso,
ti risovvenga del materno affetto!
Nessun mai tamer dellamor mio.

E tu, nel tuo dolor solo e pensoso,
ricercherai la madre, e in queste braccia
asconderai la faccia;
nel sen che mai non cangia avrai riposo.


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