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Pubblicata il: giugno 29, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 1630 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LA BALLATA DI BREUS

Viveva con sua madre in Cornovaglia:
un d trasecol nella boscaglia.
Nella boscaglia un d, tra cerro e cerro
vide passare un uomo tutto ferro.
Morvn pens che fosse San Michele:
s'inginocchi: "Signore San Michele,
non mi far male, per l'amor di Dio!".
"N mal fo io, n San Michel son io.
No: San Michele non poss'io chiamarmi:
cavalier, si: son cavaliere d'armi".
"Un Cavaliere? Ma che cosa mai
guardami o figlio e che cos' saprai"
"Che codesto lungo legno greve?"
"La lancia: ha sete, e dove giunge, beve".
"Che codesta di cui tu sei cinto?".
"Spada, se hai vinto; croce se sei vinto".
"Di che vesti? La veste pesa e dura".
"E' ferro. Figlio, questa l'armatura".
"E tu nascesti gi cos coperto?".
Rise e rispose il cavalier:; "No, certo".
"E chi la pose, dunque, indosso a te?".
"Chi pu". "Chi pu?". "Ma, caro figlio, il re!".
II
Il fanciullo torn dalla sua mamma,
e le salt sulle ginocchia: "Mamma,
mammina (cinguett), tu non lo sai!
ho visto quello che non vidi mai!
un uomo bello pi del San Michele
ch' in chiesa, tra il chiaror delle candele!".
"Non c' uomo pi bello , figlio mio,
pi bello, no, d'un angelo di Dio".
"Ma s, ce n', mammina, se permetti,
ce n' mammina, cavalier son detti.
E io, mammina, voglio andar con loro,
e aver veste di ferro e sproni d'oro".
La madre a terra cadde come morta,
che gi Morvan usciva dalla porta;
Morvan usciva e le volgea le spalle,
ed entr difilato nelle stalle;
nelle stalle trov sol un ronzino:
lo sciolse, vi mont sopra: in cammino.
Egli part, ne salut persona
eccolo fuori, ecco che batte e sprona:
eccolo gi lontano dal castello,
dietro quell'uomo, ch'era cos bello.
III
Dopo dieci anni, dieci tutti interi,
Breus, il cavalier de cavalieri,
sost pensoso avanti a quel castello.
Era fradicio e rotto il ponticello.
Entr pensoso nella corte antica:
c'era tant'erba, c'era tanta ortica.
Il rovo vi crescea come una siepe,
e la muraglia piena era di crepe.
L'edera aveva la muraglia invasa:
l'erba copria la soglia della casa.
E l'uscio era imporrito e tristo a mo'
di tomba. Egli picchi, picchi, picchi..
Ecco alfine una donna, ecco una donna
antica e cieca, che gli apr. "Voi, nonna,
mi potete albergar per questa notte?".
"Albergar vi si pu per questa notte,
albergar vi si pu di tutto cuore,
ma l'albergo non forse il migliore.
Ch questa casa tutta in abbandono
da che il figlio part, dieci anni or sono".
Era discesa una donzella in tanto,
che appena lo guard, ruppe in pianto.
IV
"Perch piangete, buona damigella?
perch piangete, cara damigella?".
"Io voglio dirvi, sire cavaliere,
io voglio dirvi, che mi fa dolere.
E' un mio fratello che dieci anni fa
(ora sarebbe della vostra et),
ci abbandon per farsi cavaliere.
Io piango appena vedo un cavaliere.
Se vedo un cavalier presso il castello,
piango pensando al mio dolce fratello".
"Non avete la madre, o damigella?
non un altro fratello? una sorella?".
"Nessuno... almeno ch'io li veda in viso:
son, fratelli e sorelle, in paradiso.
La mia madre mor dal dispiacere
quand'e' part per farsi cavaliere.
Ecco il suo letto presso il limitare,
ecco il suo seggio presso il focolare.
La sua crocetta porto sopra me.
pel mio povero cuore altro non c'".
V
Mise un singhiozzo il cavalier d'un tratto.
Ella il pallido alz viso disfatto.
La damigella alz con meraviglia
gli occhi che aveano il pianto sulle ciglia.
"Iddio la mamma ancora a voi l'ha presa
c'ora piangete, che m'avete intesa?".
"Ancora a me la mamma prese Iddio;
ma chi gli disse: Prendila! fui io".
"Voi? Ma chi siete? Qual' il vostro nome?".
"Morvan il nome, Breus il soprannome.
O sorellina, io son pien di gloria:
ogni giorno ho contata una vittoria:
ma se potevo indovinar quel giorno,
che non l'avrei veduta al mio ritorno,
o sorellina, non sarei partito!
o sorellina, non sarei fuggito!s
Oh! per vederla qui sul limitare,
per rivederla presso il focolare,
per abbracciare qui con te pur lei
le mie vittorie tutte le darei:
sarei felice, pur ch'a lei vicino,
di strigliar tuttavia quel mio ronzino!".


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