La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 941 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Storia di cinquecento Vanesse

Redimita di fronde agropungenti -
ahi! non d'alloro - la mia Musa canta.
Alti cespi d'ortica alzano intorno
alle mie carte un cerchio folgorante,
mensa ed albergo ai numerosi alunni.
Dalle schiuse finestre entra l'Estate;
brilla sui campi, sul tripudio verde,
puro l'abisso cerulo del cielo.
A me dintorno un crepito di pioggia
fanno le lime assidue infinite
degli alunni famelici. Da tempo
convivo solo, con la mia brigata.
Animarsi dal cumulo dei semi
li vidi quasi miglio germinante,
piccoli, inermi, sotto tende lievi,
in groppo avvinti, trarre i giorni primi.
Volsero i giorni, crebbero gli alunni;
per ben tre volte usciti di se stessi
tre volte tanto apparvero voraci.
Or fatti pesi, flettono le cime
della mia selva, ammantano le foglie
con loro mole fosca, irta di punte.

Inorridite? Nulla v'ha d'orrendo
per chi fissa le linee le tinte
con occhi nuovi, sempre bene aperti.
Meditiamo i villosi prigionieri
senza ribrezzo, con piet fors'anco,
se piet di lor vita oscura e prona
non dileguasse la speranza certa:
il guiderdone del risveglio alato.
Tratto ad inganno un bruco, ecco, abbandona
l'ospiti foglie, segue la mia mano:
considerate senza abbrividire
quanta pose Natura intorno a lui,
dotta nei suoi lavori, intima cura!
E quanti occhi gli diede a che d'intorno
scorger potesse in ogni dove e quante
ha per muoversi zampe e varie: alcune
squammose adunche forti, zampe vere
della farfalla apparitura: alcune
brevi aderenti flaccide contrattili:
atte al passo del bruco sulle foglie,
come ginnasta bene assicurato.

Mirabile la bocca, ordigno armato
d'acute lime in gemina ordinanza.
Concavo un labbro chiude nell'incavo
il margine fogliare che due salde
mandibole con moto orrizzontale
tagliano a scatto, in guisa di cesoja.
Sotto queste maggiori altre minori
mandibole triturano le fibre,
quattro palpi n'adunano il tritume;
tra quelli e queste un foro sericparo
svolge all'aria un sottil filo di seta.
Ma piaccia a voi questo cristallo terso
all'occhio intento sottoporre, mentre
con lama breve, dentro chiara coppa,
la necessaria vittima divido.
Come in un bosco l'intrecciata massa
di rami e ramuscei fende le nubi,
cos, ma con pi bello ordin, vedete
quale per lungo dell'aperto dorso
va di tremila muscoli la selva:
ecco il sangue che scorre i molti vasi
di rete in guisa da Natura orditi
e le vie mirabili dell'aria
ad ogni nodo rinnovate e il cuore
come collana multipla che pulsa
del corpo in ogni dove e i molti ventri
e del dorso la spina in tanti nodi
divisa e l'ammirabile del capo
figura interor eccovi aperta.
Questo - bench pi delicato ordigno
offra il bombice industre - il laberinto
misteroso della seta fusa.
Discende il vaso dall'estrema bocca,
come fiume che va, poi si biparte;
dall'una e l'altra banda i rami pari
s'avvolgono ai precordi intimi e dove
l'uno si fa maggior pur l'altro tale;
poi, quasi giunti al fin, piegano e al capo
ascendono e gi tornano ed ascendono,
elaborato alfin recano al labbro
l'umor tenace che diventa seta;
non altrimenti il sangue dei vulcani
s'addensa all'aria in rivoli di lava.

Ma, oim, che vedo? Addormentata quasi,
esanimi gli sguardi, con la mano
un mal frenate languido sbadiglio!
Che pi? Si tace il crepito di pioggia:
i bruchi alunni in vario atteggiamento
mi stanno intorno addormentati tutti
mirabilmente! Vince Anatomia
le droghe oppiate dell'Arabia estrema.
Amica sonnacchiosa e perdonate,
voi nata al sogno libero e alla grazia,
perdonate la Musa pazente
osservatrice. Ben s'addice al lento
trasmutare dei bruchi prigionieri;
pi tardi, al tempo del risveglio alato,
anch'essa certo spiegher nei cieli
l'ali del sogno per seguirli a volo.
Eccoli intanto, bruchi tuttavia,
stinto il velluto, tumefatti i nodi,
eretto il capo immobile, le zampe
fisse alle foglie da sottili bave,
giacersi infermi nella sesta muta.
Per tutto un giorno in torpida quiete
uno spasimo ignoto li tormenta:
essere un altro, uscire di se stessi!
Uscire di se stessi! E li vedete
or gonfiarsi, or contrarsi, ora dibattersi,
or delle membra tremule far arco,
fin che sul terzo nodo ecco si fende
l'antica spoglia e sul velluto stinto
vivida splende la divisa nuova.
Ed uno appare in due e due in uno,
ma gi l'infermo tutto si distorce,
come da un casco liberando il capo
dal capo antico, dalle antiche zampe
le antiche zampe liberando, lento
movendo gi, lasciandosi alle spalle
quegli che fu, come guaina floscia.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie del 800 più letti

» Guido Gozzano - Le golose
» Emilio Praga - Vendetta postuma
» Aleardo Aleardi CHE COSA E DIO?
» Giosu Carducci - Sole d'inverno
» Edmondo De Amicis BONT
Gli ultimi Poesie del 800 pubblicati

» Giosu Carducci INNO A SATANA
» Alessandro Manzoni MARZO 1821
» Giosu Carducci IL BOVE
» Giosu Carducci MEZZOGIORNO ALPINO
» Giovanni Pascoli NOVEMBRE
» Edmondo De Amicis BONT


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
L'ANELLO DI ZOILO Zoilo, che piacere puoi provare a incastonare una gemma in una intera libbra d'oro e rovinare una povera sardonice? Cotesto anello, non molto tempo fa,

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
10006429
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.