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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 923 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Bene scegliesti l'unico rifugio,
trepida messaggiera insanguinata!
(Sangue d'amico? Sangue di nemico?
Ah! Che il sangue tutt'uno, oltre la soglia!)

Palpiti esausta e sfuggi la carezza
e temi il rombo... il rombo del tuo cuore.
Socchiudi gli occhi dove trema ancora
lo spaventoso tuo pellegrinare.

Ah! Sarcasmo indicibile! Tu sacra
dai tempi delle origini alla pace
la novella ci rechi - ah, senza ulivo! -
del flagello di Dio sopra la Terra.

Ma non del Dio Signore Nostro: il dio
feticcio irsuto della belva bionda:
- Rinascono le donne ed i fanciulli,
uccideremo ci che non rinasce! -

E le trine di marmo, le corolle
di bronzo, gli edifici unici al mondo,
i vetri istoriati, i palinsesti
alluminati, i codici ammirandi,

ci che un popolo mite ebbe in retaggio
dalla Fede e dall'Arte in un millennio
ritorna al nulla sotto i nuovi barbari:
non pi barbari, no: ladri del mondo!

Tu non tremare, messaggiera bianca;
bene scegliesti l'unico rifugio:
la spalla manca della bella Donna
eretta in pace nel suo bel giardino.

La riconosci? Dolce ti sorride
piegando il capo sotto la corona
turrita a vellicarti con la gota
e con l'ulivo ti ravvia le penne.

Ma tien la destra all'elsa e le pupille
chiaroveggenti fissano il destino;
non fu mai cos forte e cos bella
e palpitante dalla nuca al piede.

La riconosci? Non ti dico il nome
troppo gi detto, sacro all'ora sacra!
Bene sciegliesti l'unico rifugio,
trepida messaggiera insanguinata!


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