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Pubblicata il: giugno 19, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 800 | Totali visite: 1163 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
per una "demi-vierge"

I.

Non ti conobbi mai. Ti riconosco.
Perch gi vissi; e quando fui ministro
d'un rito osceno, agitator di sistro
t'ho posseduta al limite d'un bosco.

Bene ravviso il sopracciglio fosco
le bande fulve... Chi segn di bistro
l'occhio caprino gelido sinistro?
Or ti rivedo in un giardino tosco,

vergine impura, dopo mille e mille
anni d'esilio. Tu, fatta Britanna,
scendi in Italia a ricercarvi il sogno.

Sono tre mila anni che t'agogno!
Ma com' lungi il sogno che m'affanna!
Dove sono la tunica e le armille?


II.

Dove sono la tunica e le armille
d'elettro che portavi a Siracusa?
E le fontane e i templi d'Aretusa
e l'erme e gli oleandri delle ville?

Del tempo ti rest nelle pupille
soltanto la lussuria che t'accusa,
vergine impura dalla fronte chiusa
tra le due bande lucide e tranquille.

E questa sera tu lasci le danze
(per quel ricordo al limite d'un bosco?)
tutta fremendo, come un'arpa viva.

Giungono i suoni dalle aperte stanze
fin nel giardino... O bocca! Riconosco
bene il profumo della tua genciva!


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Biografia Bacchilide Poeta Greco antico, nato nel 516 a.C. a Luli sull Isola di Ceo nell arcipelago delle Cicladi. Poeta di genere lirico, scrisse epinici, inni e parteni, si dedico al mito, la struttura dei suo scritti e simile a quella di Pindaro. Come gli intelletuali di allora nel trascorso della sua vita viaggio molto, si reco in Tessaglia, Macedonia, Atene, fu anfitrione a Siracusa del Tiranno Gerone dove era ospite anche Pindaro, tra loro nacque sbito uno spiaccato antagonismo. Viene esiliato per motivi legati alla poltica, quindi si reca nel Peloponeso per poi far ritorno in patria dove visse fino alla sua morte.

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