La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: giugno 22, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 900 | Totali visite: 1568 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Udimmo in sogno sul deserto Gombo
sonar la vasta bccina tritonia
e da Luni diffondersi il rimbombo
a Populonia.

Dalle schiume canute ai gorghi intorti
fremere udimmo tutto il Mare nostro
come quando lo vrberan le forti
ale dell'Ostro.

E trasalendo "Odi, sorella" io dissi
"odi l'annuncio dell'enfiata conca?
Forse per noi risale dagli abissi
la testa tronca,

la testa esangue del treicio Orfeo
che, rapita dal freddo Ebro alla furia
bassrica, sen venne dell'Egeo
al mar d'Etruria".

Quasi fucina il vespro ardea di cupi
fuochi; gridavan l'aquile nell'alto
cielo, brillando il crine delle rupi
qual roggio smalto.

Come profusi fuor dell'urne infrante
parean ruggir nell'affocato cerchio
i fiumi, l'Arno del selvaggio Dante,
la Magra, il Serchio.

Ed ella disse: "Non l'Orfeo treicio,
non su la lira la divina testa,
ma colui che si diede in sacrificio
alla Tempesta.

Oggi il suo giorno. Il nufrago risale,
che venne a noi dagli Angli fuggitivo,
colui che amava Antigone immortale
e il nostro ulivo".

Dissi: "O veggente, che faremo noi
per celebrar l'approdo spaventoso?
Invocheremo il coro degli Eroi?
Tremo, non oso.

Questo naufrago ha forse gli occhi aperti
e negli occhi l'imagine d'un mondo
ineffabile. Ei vide negli incerti
gorghi profondo.

E tolto avea Prometo dal rostro
del vlture, nel sen della Cagione
svegliato avea l'originario mostro
Demogorgne!"

Disse ella: "Gli versavan le melodi
i Vnti dai lor carri di cristallo,
il silenzio gli Spiriti custodi
bui del metallo,

il miel solare nella boccha schiusa
le musiche api che nudrito aveano
Sofocle, il gelo gli occhi d'Aretusa
fiore d'Oceano".

Dissi: "Ei gherm la nuvola negli atrii
di Giove, su l'acroceraunio giogo
la folgore. Non odi i boschi patrii
offrirgli il rogo?

Mira funebre letto che s'appresta,
estrutto rogo senza la bipenne!
Vengono i rami e i tronchi alla congesta
ara solenne.

E caduto dal ciel l'arde il divino
fuoco. Scrosciano e colano le gomme.
Spazia l'odor del limite marino
all'Alpi somme".

Ella disse: "A noi vien per aver pace
il nufrago che il Mar di gorgo in gorgo
travolse. Altra nel cielo che si tace
anima scorgo.

Placa te stesso e l'ospite! Il mortale,
ch'evoc la gran Niobe di pietra
su dal silenzio e trarre ud lo strale
dalla faretra,

vochi presso il naufrago silente
la lacrimata figlia di Giocasta,
la regia virgo nelle pieghe lente
del peplo casta,

Antigone dall'anima di luce,
Antigone dagli occhi di viola,
l'Ombra che solo nell'esilio truce
egli am sola.

Ecco il giglio per quelle morte chiome,
il fiore inespugnabile del nudo
Gombo, il tirreno fior che ha il greco nome
del doppio ludo,

ecco il pancrazio". Io dissi: "No, 'l corremo.
intatto sia tra l'uno e l'altro il fiore.
Vegli con noi quest'Ombre ed il supremo
lor sacro amore".

(Romena, giorno di ferragosto del 1902)


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie del 900 più letti

» Gabriele D'Annunzio - La pioggia nel pineto
» Eugenio Montale - Meriggiare pallido e assorto
» Eugenio Montale - Ossi di seppia - Meriggiare
» Primo Levi - Se questo un uomo
» Giuseppe Ungaretti - GIORNO PER GIORNO
Gli ultimi Poesie del 900 pubblicati

» Greco Cosimo- L'ultima sera
» tommaso di ciaula
» Caruso Asistide -Frammento
» Aristide Caruso - Padri e figli
» Aristide Caruso - Ad uno che non c pi
» Caruso Aristide - Ferragosto diverso


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
La miglior pubblicit di un marchio lessere riconoscibile. -Me misero, me tapino- La citt del sole era posta entro ogni interpretazione al centro di un universo espandibile. Non big-bang,

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6542
Autori registrati
3081
Totali visite
9952463
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.