La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: giugno 29, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 900 | Totali visite: 1708 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
da NUOVE

Roma, Harvard, Parigi, Roma, dal 12 aprile al 16 luglio 1969


LE BOCCHE DI CATTARO

Quando persi mio padre, nel 1890, e avevo solo due anni, mia madre
accolse in casa nostra, come una sorella maggiore, una vecchia donna,
e fu la mia tenerissima, espertissima fata.
Era venuta tanti anni prima in Egitto dalle Bocche di Cattaro dove
risiedeva, ma era per nascita pi croata, se possibile, che non sia la
gente delle Bocche.
Lo stupore che ci raggiunge dai sogni, m'insegn lei a indovinarlo.
Nessuno mai si rammenter quanto se ne rammentava lei, di avventure
incredibili, n meglio di lei le sapr raccontare per invadere la
mente e il cuore d'un bambino con un segreto inviolabile che ancora
oggi rimane fonte inesauribile di grazia e di miracoli, oggi che quel
bimbo ancora e sempre bimbo, ma bimbo di ottant'anni.
Ho ritrovato Dunja l'altro giorno, ma senza pi le grinze d'un secolo
d'anni che velandoli le sciupavano gli occhi rimpiccioliti, ma con il
ritorno scoperto degli occhioni notturni, scrigni di abissi di luce.
Di continuo ora la vedo bellissima giovane, Dunja, nell'oasi apparire,
e non potr pi attorno a me desolarmi il deserto, dove da tanto erravo.
Non ne dubito, prima induce a smarrimento di miraggi, Dunja, ma subito
il bimbo credulo assurge a bimbo di fede, per le liberazioni che sempre
frutter la verit di Dunja.
Dunja, mi dice il nomade, da noi, significa universo.
Rinnova occhi d'universo, Dunja.

DUNJA

Si volge verso l'est l'ultimo amore,
Mi abbuia da l il sangue
Con tenebra degli occhi della cerva
Che se alla propria bocca lei li volga
Fanno pi martoriante
Vellutandola, l'ardere mio chiuso.

Arrotondo d'occhi della cerva
Stupita che gli umori suoi volubili

Di avvincere con passi le comandino
Irrefrenabili di slancio.

D'un balzo, gonfi d'ira
Gli strappi, va snodandosi
Dal garbo della schiena
La cerva che diviene
Una leoparda ombrosa.

O, nuovissimo sogno, non saresti
Per immutabile innocenza innata
Pecorella d'insolita avventura?

L'ultimo amore pi degli altri strazia,
Certo lo va nutrendo
Crudele il ricordare.

Sei qui. Non mi rechi l'oblio te
Che come la puledra ora vacilli,
Trepida Gambe Lunghe?

D'oltre l'oblio rechi
D'oltre il ricordo i lampi.

Capricciosa croata notte lucida
Di me vai facendo
Uno schiavo ed un re.

Un re? Pi non saresti l'indomabile?

L'IMPIETRITO E IL VELLUTO

Roma, notte del 31 dicembre 1969 - mattina del 1 gennaio 1970

Ho scoperto le barche che molleggiano
Sole, e le osservo non so dove, solo.

Non accadr le accosti anima viva.

Impalpabile dito di macigno
Ne mostra di nascosto al sorteggiato
Gli scabri messi emersi dall'abisso
Che recano, dondolo nel vuoto,

Verso l'alambiccare
Del vecchissimo ossesso
La eco di strazio dello spento flutto
Durato appena un attimo
Sparito con le sue sinistre barche.

Mentre si avvicendavano
L'uno sull'altro addosso
I branchi annichiliti
Dei cavalloni del nitrire ignari,

Il velluto croato
Dello sguardo di Dunja,
Che sa come arretrarla di millenni,
Come assentarla, pietra
Dopo l'aggirarsi solito
Da uno smarrirsi all'altro,
Zingara in tenda di Asie,

Il velluto dello sguardo di Dunja
Fulmineo torna presente piet.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie del 900 più letti

» Gabriele D'Annunzio - La pioggia nel pineto
» Eugenio Montale - Meriggiare pallido e assorto
» Eugenio Montale - Ossi di seppia - Meriggiare
» Primo Levi - Se questo un uomo
» Giuseppe Ungaretti - GIORNO PER GIORNO
Gli ultimi Poesie del 900 pubblicati

» Greco Cosimo- L'ultima sera
» tommaso di ciaula
» Caruso Asistide -Frammento
» Aristide Caruso - Padri e figli
» Aristide Caruso - Ad uno che non c pi
» Caruso Aristide - Ferragosto diverso


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
il passato

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
9975735
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.