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Pubblicata il: febbraio 21, 2014 | Da: Redazione
Categoria: Poesie del 900 | Totali visite: 5659 | Valorazione:

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Giulio Rapetti Mogol

I GIARDINI DI MARZO

Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati
al 21 del mese i nostri soldi erano gi finiti
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il pi bello era nero coi fiori non ancora appassiti
All'uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
e alla sera al telefono tu mi chiedevi perch non parli
Che anno che giorno
questo il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano pi
e ho nell'anima
in fondo all'anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l'universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c'
I giardini di marzo si vestono di nuovi colori
e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori
camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti "tu muori
se mi aiuti son certa che io ne verr fuori"
ma non una parola chiar i miei pensieri
continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri
Che anno che giorno
questo il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano pi
e ho nell'anima
in fondo all'anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l'universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c'.


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