La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: luglio 12, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie greche | Totali visite: 973 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Ordite imprese

malvagie, essi soffrirono pene indimenticabili.
Vi una punizione divina:
felice chi, saggio,
trascorre il giorno
senza pianto. Io canto
la luce di Agido. Vedo lei
come il sole, che Agido
invoca, perch risplenda
a noi. N di lodarla
n di biasimarla mi consente
la nobile corega. Ella sembra
spiccare, come se tra le mandrie
ponesse qualcuno un cavallo robusto,
vincitore di gare, dallo zoccolo risonante,
dei sogni alati.

Non vedi? Venetico
il destriero; e la chioma
di mia cugina
Agesicora fiorisce
come oro puro.
E il volto argenteo -
ma perch dire apertamente?
Lei Agesicora.
Seconda, in bellezza, Agido
come cavallo Colasseo correr accanto all'Ibeno.
Come l'astro Sirio levandosi,
esse, le colombe, fanno guerra
a noi che portiamo l'aratro alla dea del mattino,
nella notte divina.

N saziet di porpora,
tanta da poterci difendere,
n screziato serpente
tutto d'oro noi abbiamo, n mitra
lidia, ornamento di fanciulle
dallo sguardo dolce;
n le chiome di Nanno abbiamo,
Areta simile a una dea,
n Tilaci n Cleesitera;
n andata da Enesimbrota:
Sia mia Astafi,
volga verso di me lo sguardo Fililla,
e Demareta e Iantemi adorabile, dirai,
ma: Agesicora che mi consuma.

Non qui Agesicora
caviglie sottili;
ella resta accanto a Agido,
e loda la nostra festa.
Accogliete, o di,
la loro preghiera: degli di il compimento
e la fine. Lo dir,
o corega: io, fanciulla,
ho gracchiato vanamente come civetta
da una trave. Ad Aotis
soprattutto io voglio piacere: a noi
fu sollievo dagli affanni.
Da Agesicora le fanciulle
conseguono la pace desiderabile.
...


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie greche più letti

» Saffo COSA CE?
» Alceo ALLA FOCE DELL EBRO
» Teognide TI HO DATO ALI PER VOLARE SUL MARE
» Saffo LE STELLE INTORNO LA LUNA BELLA
» Ibico la grande citt di Priamo
Gli ultimi Poesie greche pubblicati

» Il Mito di Aracne
» Elena 66 -Attimi
» Saffo LA LUNA HA LASCIATO IL CIELO
» Anite di Tegea MORTE DI UN DELFINO
» Anite di Tegea LA TOMBA DEGLI INSETTI
» Saffo STELLA DANZANTE


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
In piedi fresco e di buon'ora quel giorno, ero giovane allora, pieno d'inquietudini, e via, mia madre sporgendosi dal balcone in camicia da notte piangeva e gesticolava. Dolce fresco mattino, chiaro troppo presto come sempre. Avevo una tarantola di inquietudini in corpo,

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3083
Totali visite
10011249
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.