La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
Più lette
Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
Disegni
Sito Poesia
In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
Nome E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: luglio 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie greche | Totali visite: 1471 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
PER IERONE DI SIRACUSA, VINCITORE COL CORSIERO
NELLE GARE DI OLIMPIA

...
Felice quell'uomo cui il dio
concesse una sorte di beni
e, con invidiato destino,
di condurre una vita splendida.
Ma tra i mortali nessuno
in tutto felice.

Una volta - dicono - l'espugnatore di citt,
il figlio invincibile di Zeus
vivida folgore, penetr
nella casa di Persefone caviglie sottili,
per trarre via dall'Ade, su alla luce,
il cane dai denti aguzzi,
figlio dell'orrida Echidna.
Qui, presso le correnti del Cocito,
tante anime vide di mortali infelici
quante sono le foglie che agita
il vento sulle luminose balze
dell'Ida, ricco di greggi.
Tra esse spiccava l'ombra
del Portaonide dall'animo audace,
tiratore di lancia.

Come splendente lo vide nell'armi
il magnifico eroe figlio di Alcmena,
all'occhiello agganci la corda sibilante;
alla faretra poi tolse il coperchio,
e trasse un dardo
dalla punta di bronzo. A lui davanti
apparve l'anima di Meleagro
che ben conoscendolo disse:
Figlio del grande Zeus,
frmati; e, l'animo rasserenato,

non scagliar dalle mani
il dardo aspro, invano,
contro anime di morti:
non temere. Parl cos. Stup il signore,
figlio di Anfitrione,
e disse: Chi degli immortali
o degli uomini allev un tale rampollo?
E in quale terra?
Chi l'uccise? Presto lo invier
contro di me Hera
dalla bella cintura; ma di questo
si cura la bionda Pallade.
A lui rispose Meleagro
piangendo: Difficile
piegare la mente degli di

per gli uomini che vivono sulla terra.
Mio padre Eneo, domatore di cavalli,
avrebbe certo placato l'ira di Artemide veneranda,
coronata di boccioli, dalle braccia bianche,
supplicandola
con sacrifici di molte capre
e di buoi fulvi.
Ma inesorabile la dea serb
l'ira: un cinghiale di forza immensa,
feroce, la vergine lanci
in Calidone dalle belle pianure,
che nella sua potenza qui infuriando
devastava col dente filari di viti,
sterminava greggi, e chiunque
degli uomini incontro gli andasse.

A lui tremenda guerra noi facemmo,
i migliori tra i Greci, strenuamente,
per sei giorni, senza sosta; e quando il dio
offr la vittoria agli Etoli,
seppellimmo coloro che il cinghiale dal forte ruggito
aveva ucciso, con violenza avventandosi:
Anceo e Agelao, il migliore
tra i miei diletti fratelli
che Altea gener
nella casa nobile di Eneo.

Molti ne uccise la sorte funesta:
non aveva ancora la cacciatrice
valente deposto l'ira,
la figlia di Latona: per la fulva pelle
combattemmo strenuamente
con i Cureti bellicosi.
Qui, tra molti altri,
Ificlo io uccisi
e Afarete valente, gli impetuosi zii materni.
Ares violento
non distingue in guerra un amico,
ma ciechi i dardi volano via
dalle mani e contro i nemici s'addensano,
portando la morte
a chi vuole il dio.

Questo non cur
la valente figlia di Testio,
la madre sventurata;
e decise la mia morte, l'impavida donna.
Dalla cassa ben lavorata trasse e bruci
il tizzone dal breve destino:
era fissato dal fato
che fosse allora il termine

della mia vita. Climeno,
figlio valoroso di Daipilo,
corpo perfetto
gi stavo spogliando delle armi:
davanti alle torri l'avevo raggiunto;
gli altri fuggivano verso
l'antica citt, la ben costruita

Pleurone. Per breve tempo ancora a me la vita dolce:
sentii abbandonarmi le forze,
ahim; e traendo gli ultimi respiri, infelice,
piansi lasciando la giovinezza splendida.
Solo allora - dicono -
il figlio intrepido di Anfitrione
bagn di pianto le ciglia,
compiangendo la sorte dell'eroe infelice.
Rispondendo a lui cos disse:
La sorte migliore per l'uomo non essere mai nato,

n vedere la luce
del sole. Ma non c' vantaggio
in tali lamenti: bisogna parlare
di quel che si pu compiere.
Vi nella casa di Eneo,
caro ad Ares,
una vergine figlia,
simile a te nell'aspetto?
Volentieri la farei mia splendida sposa.
L'ombra di Meleagro,
forte in guerra, rispose:
Deianira, dal tenero collo,
lasciai nella casa,
inesperta ancora di Cipride d'oro,
che incanta i mortali.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie greche più letti

» Saffo COSA CE?
» Alceo ALLA FOCE DELL EBRO
» Teognide TI HO DATO ALI PER VOLARE SUL MARE
» Saffo LE STELLE INTORNO LA LUNA BELLA
» Ibico la grande citt di Priamo
Gli ultimi Poesie greche pubblicati

» Il Mito di Aracne
» Elena 66 -Attimi
» Saffo LA LUNA HA LASCIATO IL CIELO
» Anite di Tegea MORTE DI UN DELFINO
» Anite di Tegea LA TOMBA DEGLI INSETTI
» Saffo STELLA DANZANTE


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Stella stellina la notte s'avvicina la fiamma traballa la mucca nella stalla la mucca e il vitello la pecora e l'agnello

    Statistiche generali
Pubblicazioni
6543
Autori registrati
3082
Totali visite
9990486
Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.