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Pubblicata il: agosto 07, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie greche | Totali visite: 908 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
1

Splendenti figlie di Mnemosine e di Zeus Olimpio,
Muse Pieridi, la mia preghiera ascoltate.
Concedete che io abbia prosperit dagli di beati,
e da tutti gli uomini grande fama per sempre.
Sia io dolce agli amici e aspro ai nemici;
per gli uni degno di onore, per gli altri tremendo a vedersi.
Desidero avere ricchezze, ma possederle ingiustamente
non voglio: sempre, in seguito, giunge Giustizia.
La ricchezza, che danno gli di, rimane all'uomo
salda, dalla sua pi profonda radice fino alla cima;
la ricchezza, che gli uomini cercano con prepotenza,
non viene secondo ordine ma, obbedendo ad azioni ingiuste,
segue controvoglia, e subito a lei si mescola Rovina;
da poca cosa ha inizio, come avviene per il fuoco:
debole il principio, ma funesta la fine.
Tra i mortali non durano le opere della prepotenza.
Il compimento di tutte le cose Zeus sorveglia e, all'improvviso
- come spazza subito le nuvole il vento
di primavera che, rimosso il fondo del mare sterile,
dalle molte onde, sulla terra che produce frumento
distrugge i bei lavori dei campi, e giunge poi al cielo, l'inaccessibile
sede degli di, e fa di nuovo vedere il sereno;
limpida rifulge allora la forza del sole sulla pingue
terra, e nessuna nube si pu pi vedere -;
cos la punizione di Zeus, ma non in ciascuna occasione,
come fa un mortale pronto alla collera.

Mai gli sfugge chi ha un cuore
malvagio, ma sempre alla fine si disvela.
Chi paga subito, chi dopo. Scampino pure alcuni
e non li colga il fato divino che sopraggiunge;
esso viene ugualmente dopo. Paga chi senza colpa:
o i figli, o la stirpe in futuro.


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