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Pubblicata il: luglio 05, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 575 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
PUGLIA

Una telefonata da lande lontane accorre
velocemente inguainata dal cavo di metallo
e plastica del mio telefono derelitto

Ascolto la voce innaturale di mio padre
da troppo tempo ovattata di malinconia
e da corde vocali che pi non possiede

No, non ti riconosco pi terra che mia fosti
profumi che il mio naso non assorbe pi,
la pioggia profumata di resine lontana
troppo oramai

Qualcosa in me cambiato e la mia anima
si addormentata sui binari di un treno
sul quale troppe volte ho viaggiato invano.

Tu mi parli di nuove persone che hai trovato
rinverdendo la speranza di rivivere tuo figlio
politici dalle larghe scarpe e tasche tristi
senza fondo

La tua sembianza rimasta giovane e
l'immagine mia in te rimasta quella
di quando, bimbo, mi tenevi in braccio

Cosicch il mio sguardo vedesse oltre,
oltre il muretto di sassi murgiani e spino
quando andavi per funghi con tuo padre

Il tuo Alfredo, non pi tuo, conta ogni giorno
nuovi capelli bianchi, il sangue scorre sempre
pi adagio mentre la vita torce gli uomini
e le cose

Se a te pare che io possa tornare al calle
odoroso, che io possa tornare a bagnarmi
della rugiada di Murgia che, ragazzino,
mi solleticava il volto

Mentre mi conducevi per mano tra prati immensi
sappi che tutto questo pi non sar:
sbiadito e lo sarebbe stato comunque,
padre mio, perch la polvere gi mi circonda

Un sorriso per giunga a te, un sorriso che
non pu sfiorire perch viaggia veloce sull'ala
del tempo antico che pi non verr di questa
vita che scorre

Che rotea rapida e furiosa e non osa guardare
indietro per non soccombere nel vortice
di un doloroso notturno ultimo volger di cose

L'alito del vento di quass ti condurr
la voce delle mie bimbe non per pervasa
di nebbia e umida di lacrime appena sgorgate

Sar invece dolce e baldanzosa di una
potenza nuova che tutto trasfigura,
getteremo un nuovo ponte che nessuno
mai distrugger potr

Milano 01/11/1999


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