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Pubblicata il: luglio 17, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 539 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Il volo delle aquile

Dimmi del verso
che fece il tempo
quando il sole spense gli occhi
e mi guard la luna.
Non mi ricordo
il suono.

Dimmi del canto
che spense il vento
quando le foglie tremarono
e gli alberi chini
furono di fronte
al freddo.
Io ebbi paura.

Forse le aquile
nel loro paese
ormai non volano
e i cieli guariscono ferite
che colano
ancora oggi. Partita
a met. Senza vincitore il caso.

Senza piet.

Amore,
Speranza,
Carit.

Non soltanto questo
pensarono gli occhi
vita, ma poi troppo stanchi
si abbandonarono alla solita
partita
da guardare e sparire poi
come vigliacchi.

Scapparono
le aquile
stanche.

E l'urlo sprofond
nell'abisso infuocato
del furore degli avi,
e l'anima
si pent
dell'amaro sapore
del suo dolore,

quando svegliarono il cielo
piangendo.

Dimmi
il loro urlo
raccontato nel tempo
dopo aver penetrato i monti,
andando via
e ritornando poi
sugli stessi mondi
di sete e fame.

Il loro volo
indescrivibile suono
di pianto nero, come catrame
colato
sulle nostre vie infinite
come sentieri di boschi
con foglie secche
e fitte
come erba bagnata
sulle strade.

Io non posso.

Non si pu raccontare
ci che c' stato.
Indietro
c' solo odore marcio
e anelli di fumo.

Fa tutto parte
d'un pianto vigliacco.

Non posso far altro
che sentire ancora
il ricordo amaro
del suono,
e condannare
l'anima
al triste e, come sempre,
avaro perdono.


Anila Resuli


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