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Pubblicata il: luglio 04, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 866 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Dolce inverno

Dolce inverno riscalda le mie gote piangenti...
scivoleranno dal cielo piume invisibili
e copriranno l'assenza del tuo silenzio.

Forme sinuose danzano all'altare del giorno che muore;
ogni attimo caler nel vuoto di quel ghiaccio
che scioglier le nostre scogliere.

Intrecciati i nostri corpi,fusi in quel dannato abbraccio...
dove si perse a tempo il vaso di Pandora
e ovunque,inseguiti saremo dal sapore delle colpe.

Non volger la freccia al passato del Sole di fuoco...
i sensi paralizzati dall'onda che ogni cosa distrugge
invocheranno la linfa del tuo antico respiro.

La pioggia potrebbe curare quella certa malattia d'amore,
ma poi la memoria apparir grigia,flebile...
la bellezza del tuo volto non resisterebbe al domani.

Inverno maledetto,ti maledissi alla tua venuta,
ti rinnegher quando la tua celeste sorella
non sembrer cos lontana alle mie luci.

Fuochi fatui brillano prima dell'alba ridente...
salici piangenti salutano il mio viaggio.
Torner mai alla mia vita?

Mi sento come una candela tra le braccia di Eolo,
come una rosa appassita nel giardino di Afrodite,
come un uomo che ha pianto lacrime di sale.

Divina nostalgia,ama quel sentiero coperto da gialle foglie,
urlar serve a ben poco...
vivere cogli occhi che assaggiano la morte.

La gloria dei cieli che ospiteranno le nuvole,
vincer ogni mio amaro pensiero.
Ma dove sei tu,ora?

Io sono qui,non potrei provare odio...
i sospetti e le apparenze vivono delle voci che noi gli diamo.
Superiamo i lineamenti dei volti senza storia.

Un salto nel buio tentar di stare al tuo fianco.
Ma non vedere come capire che ci siamo.
Perch alcuni saltano nel buio e vedono ancora...

Tu provi invidia per il volo delle rondini?
L'energia di poter sostar nall'aria,
combattere i confini.

Dolce inverno stringi le mie mani.
Non lasciarle desiderose d'un p di calore.
il volto della tua parola avr corpo per ferire ancora.

Essere agli antipodi del mondo,lontani,immensamente lontani...
e poi la marea d'improvviso s'alza impetuosa,
e la realt diversa non mai stata cos simile a se stessa.

Il muschio odoroso avvolger le radici di ogni umana sofferenza,
nel giardino dove regnano i platani,
ma noi vi moriremo di nuovo,non ci salveremo.

Sapere di non avere speranze,di non avere nemmeno il diritto di sognare
mette le catene a queste nostre vite sospese tra l'estasi e il martirio,
ma io sar ribelle e le strapper dai miei polsi.

Forme sinuose danzano all'altare del giorno che muore,
e noi,che fare?
Piangiamo insieme,vittime di sangue.

Dolce il mio sentir l'ora che s'avvicina;
ma guardati un p intorno...
cos tante cose sono cambiate...

Vorrei essere eterna per scriverti ancora,
il parlar serve a ben poco.
Cos langue il mio lamento disperato.

Dolce inverno riscalda le mie gote piangenti...
scivoleranno dal cielo anime invisibili
che odieranno o ameranno davvero.


Dalila Talevi


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