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Pubblicata il: aprile 18, 2018 | Da: dante carlo
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 101 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
dante carlo

Vecchio
Sguardo rugoso
malinconico lampo
attraversi l�anima in fuga,
occhi mesti, tramonto purpureo
racconti passate stagioni
di vita segnata che va.
Moti amari, infiniti dolori
affollano il cuore ricolmo d�affetti
e pesantemente carico d�essere
ti abbassi stanco in attesa �
Sempre molto ci � chiesto.
























Tempo
Dal carcere pi� forte
con anflati di memoria soggiogato
porgo in silenziosa nostalgia.

Verso auree sorgenti
nasce dissonante scorrenza
disegnando rughe
su volti in sinfonia.





Autunno industriale
Il cielo grigio scorre
nuvole di montagne,
fumi bianchi s�innalzano zitti
ferendo l�aria di s�.
Macchine fredde
s�incrociano senza toccarsi,
lenta cala della sera la pace
accovacciandosi mesta
nel suo sogno nascosto.













Nella nebbia
Il pesante respiro cade nei polmoni
nell�aria lunga i passi sfumati
incerti muoiono la strada.
L�orizzonte giace
negli occhi bianchi dei passanti
e tutt�intorno l�odore bucato del vuoto
arresta il cuore sull�istante scongelato
sull�attimo impazzito
della sbadata, sciolta immensit�.




Irlanda
Pietre grigie distese a pennellate
sulla costa di platino rifuso,
capo forte Dun Aengus
ci dona fette di mare spezzato
mentre ingurgida l�immagine sorda
di un�isola da sempre.
Stuoli di giovani folletti, fate
maghi, antichi reami
bow-drums ed animali
sembrano la sera,
bevono dalla brevit� nell�ora
per ubbidire ancora
ai domani candori dell�aurora.
Fischiano croci, folti temporali
volti rossi e smorzati
tra scarti d�orizzonte
e quegli scatti d�anima irlandese
le virgole dei fiumi accastellati.



Venezia
La laguna raduna
velati campanili
tappezzati d�orgoglio.
Sale il fiato dei canali scuri
alla Giudecca.
Altri evi truccati
sbirciano i tetti bruni dell�autunno
dietro mille carnevali a dirotto.
L�acqua scivola via
sopra maschere vitree di tristezza
e gli occhi delle donne
inseguono l�amore � e la follia
su una gondola cenere d�oblio.






















Fons Bandusiae
Scorrono i minuti
semplici
azzurri si sfaldano
ad uno ad uno
si sciolgono gli istanti
ninfei della caducit�.
Acqua colma di rughe
distilla le fronde
degli anni pi� verdi,
intorno noi
monti di silenzio
vasche di volutt�
compresi conteniamo.






















Il vento
Soffia
soffia il vento
nell�albero delle sue foglie

corre solitario sulla terra morta
e la mia vita

attende un pi� innocente sole
nell�azzurro, sui rami
la calma delle cose assenti

fruscia parole colme
frutti dimenticati.

Scollinano i miei giorni
in reminiscenze senza luogo
sorridendo, contemplando �

















San Cosimato
Vomito nero di strada
taglia colline natali
parole dialettali
facce sparse, distratte.

Il verde della valle
corre irto, risale
oltre l�orizzonte
cerchia nuvole rigonfie

sul nervo del fiume
strapiomba calcareo

il convento sopito
nel ritiro di dio
consuma le sue mura.







Nottetempo
Nel rumore di fondo
la citt� specchia la sua pelle
e l�acquazzone del mio essere
lava la forma che non ha.

Dal fondo del rumore
nascono voci alate
brillano nel cielo incipiente
carico d�estremit�.

Un tuono di solitudine
sul mio petto ramifica
cola fitte impietose
sulle travi della notte.









Privato
Mai pi� vedr� il tuo volto
mai pi� udr� la tua voce
mai pi� ti toccher�,

sogna irrealt� il mondo
e l�impossibile del cuore.

Va la barca leggerezza
viene a valle un vento doloroso,
dondolano gli anni che restano.













Mare d�inverno
Il mare gela nel suo oblio
catafratto il cielo stringe le sue gobbe
all�orizzonte una vela s�imbroncia
la linea del mio labbro
lacera la cima dell�inedia.

Un gabbiano urla la schiuma
di ritorno annoda il bagnasciuga
cancella le orme di un ragazzo
mai visto dalle sartie rincorso.













Ricordo
C�� stata la frittella a carnevale
c�� stata l�uva di settembre
c�� stato il treno che fischiava
e la palla in mezzo all�erba.
C�� stata la mamma che ci amava
c�� stato il vociare nelle sere
e la quiete parca della notte,
poi c�� stato il cuore che batteva
e per niente si mostrava.
C�� stato un mondo intero
che si richiuder� nel tutto
inquieto che ci si rivolge
e noi qui a rimandarci le voci
dei millenni siderali e chiss� che?









La passante
E� davanti al suo futuro
col rimmel rosso dell�indistinto
passa la magia della fidanza
il bacio dell�impazienza
sul labbro secco e dipinto
un solco d�ansia, erpice dell�amore.
Corre svelta la noia nei suoi fianchi
fugge nell�oasi bianca del suo io
dalle linee gotiche oltre il suo sorriso
ha incontrato nera la mia penna
e l�istante ci confonde appena
ci sfiora nell�immagine un addio.











Canto del nulla
Dove non siamo fioriscono mitezze
sorgono su puro nulla
castelli d�oro, giovani entusiasmi.
Sui volti amati, ora non pi�
maturano mestizie, rilucono stupori.
Arazzi in rive, nei prati fiumi
e pace scende, dirama dai monti.
Nel mai d�ogni volto nuvole bianche
carezzano il gi� stato
fra la libert� del gesto inespresso
e le corone d�ogni come
vive l�incanto dischiuso.
Ecco o morte questa pi� morte
chiara oltre la morte.
Questo fiore di nulla profumato.








Oliveto vecchio
Quante mani ti toccarono
e le mie e di mia madre
che amasti fra i vaghi
rivolti alla stagione.

Antichissimo santuario
delle greppie e delle fruste
vivi sempre nei precordi
dei fuochi novembrini

nella piccola fonte che si perse
nelle fratte della solitudine
dentro un tempo di genti sane
che all�incedere t�accolsero.









Leccio del Convento
Tu che vedesti i nostri giochi
ferirti la scorza in risalita
che sopportasti i fedeli ginocchioni
augusto imperatore del viale
ampio tocchi il cielo invano
sullo strapiombo ascetico
tra il fiume e le funzioni
non sai nemmeno che esisti.
Ma noi che ti sapemmo
di vera presenza portiamo
la tua ombra nell�anima,
una macchia impercettibile
una ruga pi� tenera
pei giorni tenuti a girotondo.









Cimitero
Il fiume ansia della valle
segna la collina dei morti
volge al cimitero e la sua pace

fra i volti che non sono pi�
canta la cicala improvvisa

sui muri trema il silenzio
ombroso dei cipressi

la frescura spira attorno
tra i fiori un vociare basso
accarezza i davanzali chiusi

sotto l�arco della sera
fra le foglie dei ricordi
le lacrime di dio.






Maneggio
Piove fioco sui musi caldi dei cavalli
il silenzio s�amplifica al suo battere
le gocce danzano un ticchettio sul pelo
madido e sporco rivoltato dallo sterco.

Il recinto tende al bosco una rorida linea
all�asperit� mosse il passo leggero
del cavallo s�avvicina alla quiete
del compagno e lo consente un respiro.

L�eterno � fra lo spazio malleabile
di fetide paglie e il muto accordarsi
di narici, di zampe, d�invisibili
sarmenti dei sentieri della vita.









Il troppo
C�� bisogno di freschezza
per meritare l�alloro dei boschi
per sognare cose schiuse al quotidiano
per aprire il sorriso a lontananze estese.

Essere un tamburo a tutto tondo
vibrare castamente l�esistenza
sulle fragili labbra incontrare
il troppo e l�emozione.














Ecce homo
Passer� nel niente senza resto
ore ritornate all�ombra
di giorni condonati
parole soffioni di campo.

Un nome incidente nell�azzurro
quiete prenatale.
Nessuno � mai morto per davvero
si scivola dal bordo incontenuti.














Lo scarto
Lo scarto fra gli anni vissuti
e i sogni rimasti inevasi
morde al capezzale della sera
fra le luminarie artificiali
e lo scorno per quel che non sar�.



E allora
Porgile il palmo
delicata � la sua mano
donale un bianco
conforto d�organza
portala a cavallo
del tuo sogno circolare
versale ambrosia
lentamente asciugala.
Baciale la fronte chiara
con la gioia d�un volo
portale un sorriso
naufrago di dolcezza
e allora t�amer�
incredibile nulla.

Sogno
Sogno un tempo lento
di paesaggi soffiati
fra pioppi e fiumi chiari
specchi di narcisi.

Campi d�erbe ondeggianti
e lontananze senza fumi
terre arcigne di zolle scure
contrade vive e sole dappertutto.

Sogno un tempo che non c��,
ma l�immemore scalda il fuoco
della benedizione sui luoghi veri
fiammeggiano le attese.

Ombre della distanza tendono
le braccia ad un mondo compiuto,
un�offerta antica di secoli
proferita in silenzio al silenzio.












Di nero velato
Rubato dalla strada
un giorno di nero velato
gli anni e i desideri
giovani di ricco futuro,

ma nell�amore dei cari intatta perdura
l�immagine dei giorni condivisi,
rossi frutti di vita compiuta.

Oltre l�orizzonte della morte
oltre gli artigli del dolore
ognuno si fa vasto.


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