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Pubblicata il: luglio 18, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 600 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LUCE NERA

O luce di Wood
Placido sopore e spicchi di lunula,
Unghie che mappano gli ignudi corpi,
Tastano care dita, e i manicordi
Sotto le lenzuola han dolci armoniche.
Perlustro il marame della mia stanza
E trovo pace che bruna s'increspa,
Filiforme, Mediterraneo antico
Per le illiriche liburne sottili.
Lembo di terra estremo su cui batto
Le pensate onde alessandrine, faro,
Tu mi affascini un cuore che rinvergina.
Spengo l'ultima cicca: a sei colonne
E timpano completo un crepidoma.
Ho un tempio classico nel portacenere.


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Il folletto Slim correva forsennato tra le felci e i ciclamini. Ogni tanto inciampava e ruzzolava, poi si rialzava e ritornava a correre. Nel cielo grandi nuvoloni neri, gonfi di pioggia; ogni tanto un lampo, un tuono. Ma dove andava il folletto Slim, cos trafelato? Andava a ritirare il bucato che aveva steso la mattina tra un fungo e l'altro. Questo bucato era un bucato un po' speciale:

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