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Pubblicata il: ottobre 11, 2013 | Da: Dedent
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 653 | Valorazione

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Dedent

Era la mancanza quella sera sopra il mare,
nellonda buia che immaginavo,
nella luna che non era e che bramavo,
nellinsensato dramma dellinfinito che saffolta,
negli occhi, nel loro cieco navigare.
Era il silenzio, il vuoto,
e sul molo le vanitose stelle occultate
urlavano, con lacrime di protervia,
di presso le nubi malate.

Era, sul miserabile porto ad est e sul mare,
il triste gioco della nebbia, ed era il volo
dellalbatro rassegnato al buio del cielo,
perduto nello scherzo della notte,
vinto nella vile illusione del vento.
Era il camminare stanco dun insensato sperare
Sotto il lampione zoppo, la guercia luce;
ed era laggrapparsi abbandonato allancora,
alla rete, alla rincorsa della placida luna,
allimmagine sbiadita del caduco sogno.

Era il vuoto sul legno, lassenza del posto accanto,
sulla panchina salata; era lo sguardo schivo,
fuggiasco, in cerca del morto orizzonte notturno.
Erano occhi issati sopra londa, sepolti sotto londa,
seduti a guardare, in ostinate pose di rassegnazione
un uomo solo, in mezzo al mare, obliquo
sopra lincerta panchina, in disparte,
ad affogare.
Era il vecchio, lacrimoso, freddo dautunno
Quando, nella nebbia, miopi,
luomo e lalbatro,
perdevano,
amando.


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