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Pubblicata il: luglio 04, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 452 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LA MI' VACANZA


Mai me la scorder la mi' vacanza,
tutti i saluti, tutte quelle borse...
Quell'emozion' che avevo alla partenza,
a controllammi credete mi ci volse.
Erimo in sei in sulla cinquecento
lustrata a specchio per and a Viareggio,
sembrava di sta' a cuoce a foco lento,
come fagioli dentro ad un laveggio.
Caro quell'affitto lo pagai,
du' stanze spoglie appena pi servizi,
ma mi pareva d'essere all'auay
col cappellino novo e col du' pezzi.
In sei ci si resto per poghe ore,
era come c'avessimo il richiamo,
"dai ci s'arangia, 'un mi fa discore,
se 'un ci s'aiuta che parenti siamo?"
Mi tocc dorm anco per tera,
e pi di venti metteli a mangi,
ma quando andavin' al mare sai che c'era,
potevo finalmente respir.
Quindici giorni che sembron' una vita
ma ritornai viva a casa mia,
apersi l'uscio e... restai allibita,
"qui ci si piglia qualche malattia".
Il mi' marito che solo era restato,
(lu' con il mare 'un c'ha confidenza)
pover'omo s'era preoccupato,
m'avesse avvezzo male la vacanza,
m'aveva lascio un trasando che 'un vi dio,
(c'en cose che 'un si scrivin' sul quaderno)
ci volse pi d'un mese e vivaddio,
fu come se sortissi dall'inferno.
Ma una vacanza anch'io di quelle belle
la voglio fa' e giuro 'un mi contento,
mi fisso un grandotel con cinque stelle,
anzi di pi... con tutto il firmamento.


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