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Pubblicata il: luglio 04, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 537 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
LA MI' VITA MOTORIZZATA


Un ce l'avevo io la bicicletta,
e ni prendevo quella di mi m
scorchiata sgangherata e vecchia vecchia,
quattro viaggi ci dovevo f.

And in discesa l'ammetto mi garbava,
mi divertivo a falla cigol,
ma in salita per un caminava,
e che fadiga stalla a pedal.

A forza di frign ebbi il motore,
pagato co' risparmi di mi p,
lo so che ni gost tanto sudore,
per che gioia, che felicit!

Me lo lustravo sempre bene bene,
fino al punto di stammici a specchi,
mi m che mi diceva "Un ti conviene,
ma che lo vi davero consum?"

L'avevin porta' gi in cinque o sei
la cinquecento che m'andai a compr,
ma mi bastava, n'avrei dato del lei,
e per pagalla mi feci licenzi.

Era un catorcio, era vecchia e arrugginita,
ma per me stata come il primo amore,
fin sulla luna con le' sarei ita,
e se voleva mi faceva cre.

Ci piansi anco quando mi lasci
in mezzo ad una strada e si rompette,
dallo sfattino portalla mi tocc
e mi comprai la centoventisette.

Pi d'un milione ricordo la pagai
ma un mi ci son mai affezionata,
sar il colore che 'un m' garbo mai
e alla fine po' l'ho regalata.

Era gennaio, la sera di befana,
un ni volevo f sap a nessuno,
dall'emozione il cuore mi tremava
quando mi misi a sed sulla mi' uno.

Nuova di zecca ed era tutta mia,
ancora adesso mi sembra di sogn
ma alle volte, sar la nostalgia,
vorei la bicicletta di mi m.


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