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Pubblicata il: luglio 17, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 527 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Roberto Razzetti

Quando la sera giunge




Quando la sera giunge
e il buio acceca il nostro vedere,
il nostro guardare
cerco ostinatamente di capire
ci che non ha bisogno di spiegazioni
e m'abbandono da tutte le forze
che si chiamano vita,
per rimanere appeso e poi sospeso
nel vuoto di un dolce respiro
accertando dall'angolo di una stanza
che le mie gambe immobili
ora non potranno muoversi .
Inorridito dai livori
che riempiono il mio cuore
legati da un sottile e inerte stato d'ottusit
chiedo a me stesso se i nostri pensieri
hanno un volto
attraverso i quali poterli distinguere.
Non intendo nascondermi
per l'intrinseca spiritualit
di un oggetto astratto ed evanescente
che solo il mio cervello vive,
per poi dimenticare le antiche mappe di navigazione
di un spirto sciamannato.
Le mie sicurezze sono qui
fermo dove sono
ma se mi affaccio dal balcone
sul cortile
vorrei essere ovunque
ascoltando tutte le sensazioni ,
che del mio corpo si prendono gioco
e arrivare
attraverso gli spazi aperti
che il cielo ci offre
ovunque il nostro essere si sente pronto.

Ma cosa succede!

Tutto ci che mi sta attorno si sta rompendo.
Le finestre dei palazzi
stanno perdendo la loro forma ;
i muri prefabbricati
si stanno staccando dalle loro sedi ,
per diventare,quello che da sempre
la NaturA ci insegna, "di nuovo natura";
nel cielo azzurro smerigliato dal sole,
gli uccelli di tutte le grandi famiglie
volano all'impazzata, emettendo in coro il suono
di un incosciente disperazione.

Anche il silenzio si rotto.

Gli alberi improvvisamente
sono avvolti dal velo della disintegrazione
le automobili ,le strade
i sentieri artificiali, i marciapiedi
i tombini, le ringhiere
i balconi, i tetti, i davanzali delle cantine
le vetrate,
i pali d'illuminazione
i cestini di latta
si stanno rompendo.
Anche la mia stabilit sul balcone
si sta lasciando andare,
sento il mio corpo pi pesante,
tutto mi pesa addosso
anche le palpebre dei miei occhi
cos pesanti
si vogliono chiudere.
Il respiro profondo, intenso.
Sento molto caldo
eppure sto cos bene.

Ci sono dimensioni straordinarie,
Eccellenti,
per le quali l'uomo
attraverso percorsi inpazziti
pu raggiungere
quello che in realt non esiste.
Paesaggi,
per i quali rimanere incantati,assorti,
pre tutto il tempo che si vuole
e scoprire la in fondo dietro a quelle rocce
cosa si nasconde.
E' una spiaggia lunghissima
larga
completamente deserta
non c' nessuno oltre me.
Mi rigiro su me stesso
e attento osservo ci che mi sta attorno.
Il mare calmo
e il colore cristallino
via via con lo sguardo in lontananza
diventa smeraldo.
Le piante,gli alberi,
come una folla incuriosita,
a ridosso della spiaggia.
Stretti tra di loro
a infoltire la vegetazione di un luogo da scoprire.

Sono fermo in questa posizione
da quell'attimo in cui qualcosa stava cambiando,
ma non ricordo bena cosa.
Sento ancora molto caldo,
i raggi di questo sole cos alto
sono intensi
aderendo sul mio corpo.
E sentire il calore
strofinando tra le dita
la finissima sabbia di questa spiaggia,
e prenderne un po' con le mani
ad imbuto, per farla cascare a clessidra.

Cambio posizione
e mettendomi pi comodo
assorto, vengo catturato dal fascino
del paesaggio.
Osservo gli immensi spazi di un mare
padrone del mondo,
padrone del mondo,
come personaggio principale
di una antica storia,
spiegando i "Perch"
di cosi tanto incanto
difronte alle vibrazioni di uno spirito.
Osservo il sole
non ancora stanco di scendere dal cielo.
Piano il mio sguardo
scende verso destra
ancora assorto ed incantato.
Ogni cosa sorvola con i miei pensieri.
Incuriosito riprendo la mia attenzione.
C' un oggetto inverosimile
dietro le mie spalle.
Di scatto mi alzo
e avvicinandomi verso quell'oggetto
mi siedo dietro
difronte al mare
e cerco di capire come fatto
Sollevo lo sguardo
cogliendo un barlume,un' idea
un' illuminazione............
mi sembra di aver capito qualcosa!
Metto le mani
su questo ricordo spento
Lo guardo.
Lo sollevo.
Estraggo un oggetto
e nel tempo di un cocente sole
s' accende.
Lo ripongo per terra,in piedi.
Accuratamente osservo gli strani movimenti
di qualcosa che si creato.
Incomincio a voler sapere
e gioco con questo ricordo.
Lo sollevo di nuovo
ed effimero si spegne.

Nella catalessi del vuoto
un pensiero prende voce.
"Io sono".
.........Mi risveglio dall'incanto
e lo riguardo.
Una presenza mi stata accanto.
Nel cuor suo tenero
mi son fatto cullare
sfamandomi di gioia e piacere
ma ora lei se n' andata
per nascondersi dietro la sfinge dell'oblio
costruita sulle antiche lettere di un nome
rivelatore di un'essenza,
Sophia.

Robiraz


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