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Pubblicata il: giugno 18, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie inedite | Totali visite: 3319 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
L’Amore che morde il cuore…,
smania la mente, agita il desiderio,
disegna il tuo corpo di grano, il viso,
i tuoi occhi d’ambra, il sorriso,
mentre un respiro scende nell’anima:
consola, addolora, gioisce, ferisce.
Il cuore che si contrae,
si spande fluttuando amore
macerato nella passione, nella disperazione,
nell’euforia, nella malinconia, nella follia;
desiderio che sfida il dolore
per la gioia di provare…. Amore.

Cima d’ormeggio che cigola il suo tormento
fiume che riannoda al mare col suo lamento,
onda che perde la sua vigoria
nel bacio morente alla riva,
orma graffiante di gabbiano sulla sabbia
che il vento porta via,
scoglio che al mare ostenta
il silenzio e l’orgoglio,
amore che gocciola nell’anima
e dimenticare non voglio;
conchiglia dal canto marino
scrigno dell’amore mai finito.

La mia penna intinta nell’arcobaleno
a scrivere parole colorate
su bianche vele di barche alate
perché siano per te svelate
con un inno nel cielo terso
per non sentirmi perso.
Mare che ingoia
l’ultimo bagliore di luce vera
annusando il crepuscolo
con gli aromi della sera
e, ancora, la nemica notte
dove veglia e sonno fanno a botte,
aspettando l’aurora…
a rinnovare un giorno uguale ancora.

I miei occhi fissano questa rosa
senza trovare le parole,
mentre il suo stelo,
intinto nel rosso dei suoi petali,
scrive… solo Amore.
Sì… Amore!
ancora il tuo viso, il sorriso,
il profumo , la tua essenza;
realizzo la tua presenza, la tua movenza;
le mie mani che hanno percorso la tua delizia,
le tue colline, le tue baie, ogni anfratto
ormeggiato in letto disfatto,
ove da naufrago sul tuo corpo ondoso
trovai il sublime ed il riposo.

Il mio sguardo…
si alza all’orizzonte,
i miei occhi…
imprigionati nella foschia,
ancora il tuo nome
garrisce la bocca mia,
mentre la mente…
rincorre una tua bugia;
questo morso d’Amore
che… sa d’agonia,
ma come dirlo al cuore…
che sei andata via?


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