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Pubblicata il: luglio 14, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie latine | Totali visite: 780 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Gaio Valerio Catullo

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L'angoscia sfibrante di un dolore senza tregua
mi distoglie, rtalo, da ogni volont di vivere
e nell'incertezza di questa sofferenza non penso pi
di trovare nelle parole il conforto della poesia:

l'onda che nasce dal gorgo di Lete ora, ora
bagna il piede pallido ora di mio fratello:
strappato ai miei occhi, la terra di Troia
ora lo dissolve sotto il peso della sua collina.

Ti parler e non ti sentir parlare,
mai, mai pi ti rivedr, fratello mio:
amato pi della mia vita, sempre ti amer,
sempre mi terr in cuore il pianto per la tua morte,
come l'usignolo tra le ombre pi folte dei rami
piange nel suo canto la sorte straziante di Iti.

Ma anche in cos grande tristezza. ,
eccoti questi versi tradotti da Callimaco,
perch tu non creda che, disperse nel vento,
le tue parole mi siano sfuggite dalla mente,
come scivola dal grembo di una ragazzina
il pomo che in segreto le don l'innamorato,
quando, scordatasi d'averlo fra le pieghe della veste,
sussulta trasognata all'arrivo della madre
e le sguscia via: cade in terra il pomo rotolando
e il suo viso afflitto avvampa di vergogna.


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