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Pubblicata il: luglio 18, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie latine | Totali visite: 750 | Valorazione

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Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Marco Valerio Marziale
Epigrammi

Libro Decimo


49 UN VINELLO SABINO INDIGESTO

Mentre tu trinchi e trinchi in grandi coppe
di color d'ametista
e sei brillo di vino opimiano,
a me offri soltanto
un vinello sabino troppo giovane
e intanto, Cotta, tu mi dici:
Vuoi bere in una coppa d'oro?
E chi mai in una coppa d'oro
vuol bere vini indigesti come piombo?


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Non il tempo per il passato, n memoria per il ricordo. I punti fermi dell'equilibrio ruotano intorno al tuo profilo, senza limiti, nell'inverosimile condizione di ignoto, di sconclusionate parole tra sconosciuti, il vento, il vento ha assaporato parole e condiviso sguardi che mai si conobbero. Solo l'etere conosce il presente condiviso e, forse il medesimo, ipotetico istante comune. Nulla termine ultimo, se non le parole che da te mai ho avuto, lo vedi ancora il sorgere del sole, assumere tempi e modi diversi, forse non pi osservati dalla medesima prospettiva. Lungo il corso degli eventi, che sino ad oggi si instancabilmente snodato, senza apparente scopo, ora come un nuovo sistema la rivoluzione di esso ha nuovo fulcro. Nuova linfa dalla quale attingere la forza delle mille parole, non ancora pronunciate, dei pensieri che irrorano le fantasie mai neppure immaginate. Tutta l'energia del Mondo, racchiusa in un momento, ed in esso trasformata, nella pi estenuante attesa. A questo attribuisco il senso del tutto, ad una energia non incanalata, che sopisce nell'attesa ed evapora lentamente per condensarsi nuovamente in un circuito senza fine.

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