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Pubblicata il: luglio 11, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie latine | Totali visite: 813 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Tito Lucrezio Caro (55? - 99? ac)
[LIBRO IV, 2]

Ora dar una spiegazione che ci faccia capire perch il cibo
sia diverso per diversi esseri, e per che ragione ci che per gli uni
disgustoso e amaro, possa tuttavia parere dolcissimo ad altri.
E cos grandi sono in tale riguardo la distanza e la discordanza
che ci che per uno cibo, per altri violento veleno.
C', per esempio, un serpente che, toccato da saliva d'uomo,
perisce, distruggendosi da s, coi propri morsi.
Inoltre, per noi l'elleboro violento veleno,
ma alle capre e alle quaglie accresce l'adipe.
Perch tu possa conoscere per quali cause avvenga questo,
anzitutto conviene ricordare ci che abbiamo detto prima,
cio che i semi contenuti nelle cose sono misti in vari modi.
D'altro canto, tutti gli esseri animati che ingeriscono cibo,
come sono dissimili esternamente e come, secondo le specie,
diverso l'esterno contorno delle membra che li racchiude,
cos sono anche composti di semi con forme differenti.
E poich sono differenti i semi, devono differire
gl'intervalli e i canali, che chiamiamo meati,
in tutte le membra e nella bocca e nello stesso palato.
Pi piccoli devono dunque essere alcuni, pi grandi altri;
per alcune specie devono essere triangolari, per altre quadrati,
molti rotondi, alcuni con molti angoli disposti in molti modi.
Infatti, come esigono la combinazione delle forme
e i movimenti, cos devono differire le forme dei meati
e variare i canali secondo il tessuto che li racchiude.
Per questo, quando ci che dolce per gli uni, agli altri
diventa amaro, a quello per cui dolce atomi sommamente
lisci devono carezzevolmente entrare nei condotti del palato,
mentre, d'altronde, a quelli cui la stessa cosa dentro acerba,
certo atomi ruvidi e uncinati penetrano le fauci.
Ora facile in base a questi fatti intendere ogni cosa.
Cos, quando qualcuno stato assalito dalla febbre
per eccesso di bile, o da un'altra causa stata suscitata
qualche violenza di malattia, allora l'intero corpo turbato,
allora tutte sono alterate le positure degli atomi;
avviene che corpi che prima si confacevano al senso,
ora non si confacciano, e siano pi congrui altri,
che posson penetrare e produrre una sensazione acerba.
Ambedue le specie sono infatti commiste nel sapore del miele;
ci che gi sopra ti abbiamo dimostrato spesso prima d'ora.
E ora dir come l'odore s'accosti e tocchi le nari.
Anzitutto, devono esserci molte cose
da cui fluendo si svolge il vario flutto degli odori,
e bisogna credere che ovunque fluisca e si lanci e si sparga;
ma ad alcuni esseri viventi pi congruo un odore, ad altri
un altro, per la diversit delle forme. E cos attraverso l'aria
le api sono attirate dall'odore del miele, bench sia lontano,
e gli avvoltoi dai cadaveri. E ovunque il biforcuto zoccolo
delle bestie selvagge abbia volto il passo, l'impeto dei cani
sguinzagliati ci conduce; e di lontano l'odore dell'uomo colto
col fiuto dalla candida oca, salvatrice della rocca dei figli di Romolo.
Cos i vari odori assegnati ai vari corpi conducono ognuno
al proprio cibo e lo costringono a tirarsi indietro per fuggire
il repellente veleno, e in tal modo si conservano le specie delle fiere.
Di questi stessi odori, dunque, che stimolano le nostre nari,
taluno pu propagarsi pi lontano di un altro;
ma tuttavia nessun odore va tanto lontano quanto il suono,
quanto la voce, e tralascio di dire: quanto i corpi
che feriscono le pupille e provocano il vedere.
Vagando, infatti, l'odore viene lentamente e svanisce troppo presto,
inconsistente dissolvendosi a poco a poco tra i venti;
prima, perch, venendo dal profondo, emesso a stento dalla cosa:
infatti, che gli odori fluiscano e si stacchino dall'interno delle cose,
lo dimostra il fatto che da tutte le cose il profumo ci giunge
pi forte quando esse sono spezzate, quando sono triturate,
quando sono sciolte dal fuoco; e poi, si pu vedere che l'odore
composto di elementi pi grandi che quelli della voce, poich non penetra
attraverso le pareti di pietra, per cui la voce e il suono comunemente passano.
Per questo anche vedrai che non tanto facile scoprire
in quale luogo sia posto l'oggetto che manda odore.
Si raffredda infatti l'impulso indugiando per l'aria,
n al senso accorrono caldi i messaggi dei corpi.
Perci i cani spesso errano e vanno in cerca delle tracce.
N tuttavia ci avviene soltanto per gli odori
e i sapori, ma ugualmente gli aspetti e i colori delle cose
non si confanno tutti ai sensi di tutti,
s che alcuni non siano troppo aspri alla vista di certuni.
Anzi, al gallo, che suole, sbattendo le ali per cacciar via
la notte, chiamare l'aurora con voce squillante,
i rabbiosi leoni non possono stare di fronte
e fissarlo: tanto pensano immediatamente a fuggire,
senza dubbio perch nel corpo dei galli ci sono certi
semi, che, quando sono spinti dentro gli occhi dei leoni,
trafiggono le pupille e provocano un dolore acuto,
s che questi, malgrado la ferocia, non possono resistervi;
mentre tuttavia tali semi non possono ledere in nulla le nostre
pupille, o perch non vi penetrano o perch, pur penetrandovi,
data ad essi una libera uscita dagli occhi, s che non possono,
nel trattenervisi, ledere in alcuna parte la vista.
Ora ascolta, suvvia, quali cose muovano l'animo e apprendi
in poche parole donde vengano le cose che vengono nella mente.
Anzitutto questo io dico, che molti simulacri di cose
in molti modi vagano da ogni parte in tutte le direzioni,
e son sottili, e facilmente si congiungono tra loro nell'aria,
quando s'incontrano, come ragnatele e foglie d'oro.
E infatti questi simulacri sono di tessuto molto pi sottile,
in confronto a quelli che occupano gli occhi e provocano il vedere,
poich questi penetrano per i pori del corpo e dentro destano
la sottile natura dell'animo e ne provocano la sensibilit.
E cos vediamo Centauri e membra di Scille
e canine facce di Cerberi e i simulacri di coloro
che sono morti e di cui la terra abbraccia le ossa;
poich simulacri d'ogni genere si muovono in ogni dove,
e parte nascono spontaneamente nell'aria stessa,
parte son quelli che in qualche modo si staccano dalle varie cose
e quelli che son fatti dal comporsi delle figure di questi.
Ch certo non viene da cosa viva l'immagine del Centauro,
poich non mai esistita la natura d'un tale essere vivente,
ma, quando le immagini d'un cavallo e d'un uomo per caso
s'incontrano, sbito facilmente aderiscono, come abbiamo detto
prima, per la loro sottile natura e il tenue tessuto.
Tutte le altre cose di questo genere si producono allo stesso modo.
E quando si muovono rapidamente con somma levit,
come prima ho mostrato, facilmente con un solo colpo
una qualsiasi sottile immagine commuove l'animo nostro;
tenue infatti la mente e mirabilmente mobile anch'essa.
Che queste cose avvengano come dico, facilmente puoi conoscere
da questo: dal momento che l'uno simile all'altro, ci che vediamo
con la mente e ci che vediamo con gli occhi, in simile modo
devono avvenire. Ora, dunque, poich ho chiarito che io vedo,
ad esempio, un leone mediante simulacri, quelli che colpiscono
gli occhi, si pu intendere che la mente in modo simile mossa
mediante simulacri di leoni e di tutte le altre cose che vede,
n pi, n meno che gli occhi, ma distingue simulacri pi tenui.
E, quando il sonno ha rilassato le membra, la facolt intellettiva
dell'animo resta sveglia solo perch ci colpiscono
l'animo questi medesimi simulacri della veglia,
a tal grado che effettivamente crediamo di vedere colui
che, lasciata la vita, ormai preda della morte e della terra.
Perci la natura fa avvenire questo, perch tutti
i sensi del corpo ottusi riposano nelle membra,
n possono confutare il falso col vero.
Inoltre la memoria inattiva e langue in sopore,
n discorda obiettando che morto e trapassato
gi da tempo colui che la mente crede di veder vivo.
Quanto al resto, non sorprendente che i simulacri si muovano
e in cadenza agitino le braccia e le altre membra.
Infatti accade che nei sogni l'immagine sembri far questo,
giacch, quando la prima sparita e quindi un'altra nata
in altra positura, sembra allora che la prima abbia mutato gesto.
Senza dubbio si deve pensare che ci avvenga in modo celere:
tanta la mobilit, tanta la moltitudine delle immagini,
e tanta l'abbondanza delle particelle in un qualunque
minimo tempo percettibile, che pu bastare all'effetto.
E a questo proposito molte domande si pongono e molti fatti
dobbiamo chiarire, se vogliamo esporre appieno le cose.
Si chiede anzitutto perch, quando a chiunque sia venuto
il capriccio di pensar qualcosa, sbito la mente pensi proprio quella.
Forse i simulacri sono attenti al nostro volere
e, appena noi vogliamo, accorre a noi l'immagine,
se il mare, se la terra ci sta a cuore, o infine il cielo?
Radunanze d'uomini, una processione, conviti, battaglie,
ogni cosa la natura crea e appronta a una nostra parola?
E questo bench, nella stessa regione e nello stesso luogo,
la mente d'altri pensi ogni sorta di cose molto dissimili.
Che dire poi, quando in sogno vediamo simulacri avanzare
ritmicamente e muovere le flessibili membra,
quando alternamente slanciano celeri le flessibili braccia
e ripetono il gesto col piede che s'accorda agli occhi?
Certo sono imbevuti d'arte i simulacri e addestrati vagano,
s che possono offrire rappresentazioni nelle ore notturne.
O non sar piuttosto vero ci? Poich in un singolo momento
in cui sentiamo, cio in cui viene emessa una singola voce,
si celano molti momenti, che la ragione scopre esistenti,
perci accade che in qualsiasi momento simulacri d'ogni tipo
siano a disposizione e pronti in tutti i vari luoghi:
tanta la mobilit, tanta la moltitudine delle immagini.
Perci, quando la prima morta e quindi un'altra nata
in altra positura, pare allora che la prima abbia mutato gesto.
E poich sono sottili, l'animo non pu discernere distinte
se non quelle che cerca di cogliere; quindi tutte quelle che ci sono
oltre ad esse, vanno perdute, tranne quelle cui l'animo s' preparato.
Esso, d'altra parte, si prepara e s'aspetta che gli accada di vedere
ci che segue a ogni positura dell'immagine; quindi ci avviene.
Non vedi che anche gli occhi, quando s'accingono a scorgere
cose che sono sottili, si tendono con sforzo e si preparano,
n senza ci pu accadere che discerniamo distintamente?
E tuttavia, anche nel caso di cose manifeste, puoi osservare
che, se non volgi ad esse la mente, come se tutto
il tempo la cosa fosse distante e di gran lunga remota.
Perch, dunque, meravigliarsi, se l'animo perde tutte
le altre cose, tranne quelle alle quali esso intento?
E poi da piccoli segni procediamo alle congetture pi vaste
e ci irretiamo noi stessi nell'inganno che ci illude.
Accade anche talora che non sussegua un'immagine
dello stesso genere, ma quella che prima era una donna,
sembri starci accanto divenuta uomo sotto i nostri occhi,
oppure si seguano facce ed et differenti.
Ma il sonno e l'oblio fanno s che non ce ne stupiamo.
A tale proposito desideriamo vivamente che tu fugga
un vizioso ragionamento, e con grande cautela eviti l'errore
di credere che il chiaro lume degli occhi sia stato creato
affinch possiamo vedere, e che le estremit delle gambe
e delle cosce fondate sui piedi possano piegarsi per questo,
affinch siamo in grado di avanzare a lunghi passi,
e ancora, che gli avambracci siano attaccati alle forti braccia
e ci siano state date le mani per servirci dall'una e l'altra parte,
affinch possiamo fare ci che abbisogna per la vita.
Tutte le interpretazioni di questo genere
mettono il prima al posto del dopo con ragionare stravolto,
poich nessuna cosa nata nel corpo per questo,
affinch potessimo usarne, ma ci che nato crea esso l'uso.
N esistette la vista prima che nascessero gli occhi,
n il dire con parole prima che la lingua fosse creata,
ma piuttosto la nascita della lingua precedette di molto
la favella, e le orecchie furono create molto prima
che si udisse il suono, e, in breve, tutte le membra
esistettero, io credo, prima che esistesse il loro uso.
Non poterono quindi crescere per il fine dell'uso.
Ma, al contrario, venire alle mani nella zuffa della battaglia
e lacerar membra e insozzare di sangue il corpo
furono molto prima che volassero i lucidi dardi,
e la natura costrinse a evitare la ferita prima che il braccio
sinistro opponesse la difesa dello scudo foggiato dall'arte.
E senza dubbio l'abbandonare al riposo il corpo stanco
molto pi antico che il letto dai morbidi materassi,
e il placare la sete nacque prima delle coppe.
Si pu dunque credere che siano state inventate per l'uso
queste cose che sono state scoperte secondo i bisogni della vita.
Ma stanno a parte tutte quelle cose che, nate prima
esse stesse, dettero poi la nozione della loro utilit.
Di tale genere vediamo anzitutto i sensi e le membra;
quindi, ancora e ancora, non ti possibile credere
che abbiano potuto esser creati per adempiere l'utile funzione.
Di questo, ugualmente, non ci si deve stupire, che il corpo
d'ogni vivente cerca il cibo per impulso della propria natura.
E infatti ho insegnato che molti corpi fluiscono via e si staccano
dalle cose in molti modi, ma pi numerosi se ne devono staccare
dagli animali. Poich questi sono travagliati dal movimento,
e molti corpi vanno via col sudore, spremuti dal profondo,
molti sono esalati per la bocca, quando essi infiacchiti anelano,
per tali motivi, dunque, si dirada il corpo e si strema
tutta la loro natura; e a ci segue il dolore.
Perci si prende il cibo, affinch sorregga le membra
e distribuito ricrei le forze, e per membra
e per vene sazi l'avido desiderio di nutrimento.
Ugualmente l'umore si spande in tutte quelle parti
che richiedono umore; e i molti corpi di calore raccolti,
che nel nostro stomaco producono un incendio,
li dissipa al suo arrivo il liquido e li spegne come fuoco,
affinch l'arido calore non possa pi ardere le membra.
Cos dunque, vedi, la sete anelante si deterge
dal nostro corpo, cos si appaga l'affamata brama.
Ora dir come avviene che possiamo avanzare coi nostri passi
quando vogliamo, e che ci sia dato muover le membra in vari modi,
e quale forza sia solita spingere innanzi questo gran peso
del nostro corpo: tu ascolta attentamente le mie parole.
Dico che dapprima simulacri di movimento giungono
al nostro animo e lo impressionano, come abbiamo gi detto.
Quindi nasce il volere; e infatti nessuno comincia a fare
qualcosa prima che la mente preveda quello che vuole fare.
E di quello che essa prevede, esiste un'immagine.
Dunque, quando l'animo si muove s che vuole andare
e procedere, sbito sprona la forza dell'anima
che disseminata in tutto il corpo per membra e giunture;
e ci facile a farsi, poich all'animo strettamente congiunta.
Poi essa sprona a sua volta il corpo, e cos tutta
la massa a poco a poco spinta innanzi e si muove.
Inoltre, allora si dirada anche il corpo, e l'aria
(come naturalmente deve, giacch sempre di mobile natura)
arriva attraverso le aperture e penetra nei fori in abbondanza,
e cos si sparge qua e l, fino a tutte le parti minute
del corpo. Allora, dunque, avviene che il corpo sia mosso
da due cause, operanti da una parte e dall'altra, come una nave
spinta dai remi e dal vento. N tuttavia in ci fa meraviglia
che corpuscoli tanto piccoli possano dirigere un corpo
tanto grande e voltare attorno tutto il nostro peso.
E infatti il vento, tenue per la sottile sua materia,
muove e spinge una grande nave di grande massa,
e un'unica mano la guida, con qualunque rapidit proceda,
e un unico timone la dirige ovunque piaccia;
e per mezzo di carrucole e di ruote una macchina sposta
e solleva molte cose di grande peso con uno sforzo lieve.
In quali modi il sonno diffonda la quiete per le membra
e sciolga dal petto le inquietudini dell'animo,
ora esporr in versi soavi piuttosto che numerosi;
cos il breve canto del cigno migliore di quel clamore
delle gru disperso tra le eteree nubi dell'austro.
Tu prestami fini orecchie e animo sagace,
affinch non neghi che possa avvenire ci che dico
e non ti scosti da me con petto che respinge e scaccia le parole
veritiere, mentre proprio tu sei in errore e non riesci a discernere.
Anzitutto, il sonno si produce quando la forza dell'anima
dispersa per le membra, e una parte, scacciata fuori, andata via,
un'altra, stipata dentro, si ritratta pi nel profondo.
Infatti, proprio allora le membra si rilassano e sono cascanti.
Giacch non v' dubbio che per opera dell'anima esiste
in noi questo senso; quando il sonno gl'impedisce di esistere,
dobbiamo credere che allora l'anima sia stata perturbata
e scacciata fuori; tuttavia, non tutta: altrimenti il corpo
giacerebbe penetrato dall'eterno freddo della morte.
E infatti, se nessuna parte dell'anima rimanesse celata
nelle membra, come si cela il fuoco sepolto sotto molta cenere,
donde potrebbe il senso riaccendersi d'un tratto nelle membra,
come da fuoco invisibile pu risorgere la fiamma?
Ma spiegher per quali fattori si produca questo nuovo stato
e per quale causa possa perturbarsi l'anima e languire il corpo:
tu fa' che io non disperda ai venti le parole.
Anzitutto, inevitabile che dalla parte esterna il corpo,
poich da vicino toccato dai soffi dell'aria,
venga urtato e picchiato dai frequenti colpi di questa;
e perci quasi tutti i corpi sono coperti o di cuoio
o anche di conchiglie o di callo o di scorza.
Anche la parte interna degli esseri che respirano sferzata
da questa stessa aria, quando viene inspirata ed espirata.
Perci, essendo il corpo battuto da entrambi i lati
ed arrivando i colpi, attraverso i piccoli pori,
fino alle prime parti e agli elementi primi del nostro corpo,
avviene a poco a poco in noi per le membra quasi un crollo.
Si sconvolgono infatti le positure degli atomi
del corpo e dell'animo. Avviene quindi che una parte dell'anima
sia scacciata fuori e una parte si ritragga e si celi nell'interno,
un'altra parte, dispersa per le membra, non possa restare
in s connessa, n scambiare movimenti;
la natura infatti impedisce gli incontri e sbarra le vie;
cos, mutati i movimenti, il senso si ritira nel profondo.
E poich non v' nulla che quasi sorregga le giunture,
diventa debole il corpo e languiscono tutte le membra,
cadono le braccia e le palpebre, e i ginocchi,
anche se si coricati, spesso si piegano e rilassano le loro forze.
Ancora, il sonno segue al pasto, perch i medesimi effetti
dell'aria li produce anche il cibo, mentre in tutte le vene
si diffonde. E molto pi di ogni altro pesante quel sopore
che ti prende se sei sazio o stanco, perch pi numerosi
elementi allora si sconvolgono, travagliati dal grande sforzo.
Parimenti avvengono un pi profondo stiparsi di parte dell'anima
e una pi larga espulsione di un'altra parte all'esterno,
mentre all'interno essa in s stessa pi divisa e dispersa.
E l'attivit alla quale ognuno di solito attaccato e attende,
o gli oggetti sui quali molto ci siamo prima intrattenuti
e nell'occuparsi dei quali stata pi intenta la mente,
in questi stessi per lo pi nei sogni ci pare d'essere impegnati:
gli avvocati credono di perorare cause e confrontare leggi,
i generali di combattere e di impegnarsi nella battaglia,
i naviganti di sostenere la lotta ingaggiata coi venti,
e noi di compiere quest'opera e d'investigare sempre la natura
e scoprirla ed esporla in pagine scritte nella lingua dei padri.
Cos tutte le altre attivit e arti per lo pi paiono nei sogni
tenere prigionieri di fallaci immagini gli animi degli uomini.
E chiunque per molti giorni continuamente fu presente
e attento agli spettacoli, per lo pi vediamo
che, quando ha ormai cessato di percepirli coi sensi,
conserva tuttavia aperte nella sua mente altre vie,
per le quali possono entrare i medesimi simulacri.
E cos per molti giorni quelle stesse immagini si presentano
davanti ai suoi occhi, s che anche da sveglio crede
di veder persone che danzano e muovono le flessibili membra,
e di percepire con le orecchie il limpido canto della cetra
e la voce delle corde, e di vedere gli stessi spettatori
e, insieme, lo splendere dei vari ornamenti della scena.
Tanto grande l'importanza della passione e del piacere
e delle occupazioni consuete,
non solo per gli uomini, ma anche per tutti gli animali.
Vedrai infatti forti cavalli, le cui membra giaceranno distese,
tuttavia irrorarsi di sudore nel sonno e ansar senza posa
e tender le forze all'estremo, quasi fossero in gara per la vittoria,
o le sbarre fossero state aperte ......
E spesso i cani dei cacciatori, pur mollemente addormentati,
tuttavia dimenano d'improvviso le zampe e emettono d'un tratto
latrati e aspirano frequentemente con le nari l'aria,
come se avessero scoperto tracce di fiere e le seguissero;
e spesso, essendosi svegliati, inseguono vane
immagini di cervi, quasich li vedessero lanciati nella fuga,
finch, dissipati gli errori, ritornano in s.
Ma la carezzevole prole dei cuccioli, avvezza a vita domestica,
in fretta scuote via e solleva da terra il corpo,
quasich vedesse figure e facce ignote.
E quanto pi una razza feroce,
tanto pi nel sonno essa deve infuriare.
Ma i variopinti uccelli fuggon via e, sbattendo le ali,
d'un tratto turbano durante la notte i boschi sacri,
se nel dolce sonno sembr loro di vedere sparvieri
dare battaglia e far zuffa perseguitandoli a volo.
Inoltre le menti degli uomini, che con grandi movimenti producono
grandi cose, spesso nei sogni le fanno e le svolgono parimenti:
i re espugnano, son fatti prigionieri, si gettano nella mischia,
emettono grida come se fossero scannati in quel punto stesso.
Molti lottano all'ultimo sangue e mandano gemiti di dolore
e, come se fossero dilaniati dai morsi d'una pantera
o d'un feroce leone, riempiono tutto di grandi grida.
Molti nel sonno parlano di cose gravi,
e cos parecchi denunziarono proprie colpe.
Molti affrontano la morte. Molti, come se da alti monti
precipitassero a terra con tutto il peso del corpo,
sono sconvolti dalla paura e, destandosi, come mentecatti
a stento tornano in s, perturbati dal rimescolo del corpo.
Similmente, un assetato si siede presso un corso d'acqua
o un'amena sorgente e con le fauci ingoia quasi tutto il fiume.
Spesso persone pudiche, se avvinte dal sonno credono
di sollevare la veste davanti a una latrina o a un vaso da notte,
spandono il liquido filtrato attraverso tutto il corpo, e le coperte
babilonesi, dal magnifico splendore, ne sono bagnate.
E a quelli cui pei canali adolescenti la prima volta s'insinua
il seme, quel giorno stesso della maturazione che l'ha prodotto
nelle membra, arrivano di fuori simulacri emessi da vari corpi,
nunzi di uno splendido volto e di un bel colorito,
che stimola ed eccita le parti turgide di molto seme,
s che spesso, come se tutto avessero compiuto, spandono
larghi fiotti di liquido e imbrattano la veste.
Si agita in noi questo seme, di cui ho parlato prima,
appena l'adolescenza rafforza le membra.
Giacch diverse cause eccitano e provocano diversi oggetti:
dall'uomo, solo l'attrattiva dell'uomo fa scaturire il seme umano.
E appena questo, emesso dalle sue sedi, esce,
attraverso le membra e le giunture si ritira da tutto il corpo,
raccogliendosi in determinate regioni nervose,
e immediatamente eccita proprio gli organi genitali.
Le parti stimolate inturgidiscono di seme e nasce la voglia
di emetterlo l verso dove protesa la furente brama,
e il corpo cerca quello da cui la mente ferita d'amore.
Giacch tutti solitamente cadono sulla ferita, e il sangue
spiccia in quella direzione da cui giunto il colpo
e, se il nemico vicino, il rosso liquido lo copre.
Cos, dunque, chi riceve i colpi dai dardi di Venere,
lo trafigga un fanciullo di membra femminee
o una donna che da tutto il corpo irraggi amore,
tende verso l donde ferito, e anela a congiungersi,
e in quel corpo spandere l'umore tratto dal corpo.
Ch il muto desiderio presagisce il piacere.
Questa Venere per noi; e di qui viene il nome di amore,
di qui quella goccia della dolcezza di Venere still
prima nel cuore, e le sussegu il gelido affanno.
Infatti, se assente l'oggetto del tuo amore, son tuttavia presenti
le sue immagini, e il dolce nome non abbandona le tue orecchie.
Ma conviene fuggire quelle immagini e respingere via da s
ci che alimenta l'amore e volgere la mente ad altro oggetto
e spandere in altri corpi, quali che siano, l'umore raccolto,
e non trattenerlo essendo rivolto una volta per sempre all'amore
d'una persona sola, e cos riservare a s stesso affanno e sicuro dolore.
Giacch la piaga s'inacerbisce e incancrenisce, a nutrirla,
e di giorno in giorno la follia aumenta e la sofferenza s'aggrava,
se non scacci con nuove piaghe le prime ferite, e non le curi
vagando con Venere vagabonda mentre sono ancora fresche,
o trovi modo di rivolgere altrove i moti dell'animo.
N dei frutti di Venere privo colui che evita l'amore,
ma piuttosto coglie le gioie che sono senza pena.
Giacch certo agli assennati ne viene un piacere pi puro
che ai malati d'amore. Infatti nel momento stesso del possedere
fluttua ed erra incerto l'ardore degli amanti, n sanno
che cosa debbano prima godere con gli occhi e le mani.
Quel che hanno desiderato, lo premono strettamente, e fanno
male al corpo, e spesso infiggono i denti nelle labbra,
e urtano bocca con bocca nei baci, perch non puro il piacere
e assilli occulti li stimolano a ferire l'oggetto stesso,
quale che sia, da cui sorgono quei germi di furore.
Ma lievemente attenua le pene Venere nell'atto di amore
e il carezzevole piacere, commisto, raffrena i morsi.
Giacch in ci la speranza: che dallo stesso corpo
da cui nato l'ardore, possa anche essere estinta la fiamma.
Ma la natura oppone che ci avviene tutto al contrario;
e questa l'unica cosa per cui, quanto pi ne possediamo,
tanto pi il petto riarde d'una crudele brama.
Difatti cibo e bevanda sono assorbiti dentro le membra;
e poich possono occupare determinate parti,
perci la sete e la fame si saziano facilmente.
Ma di una faccia umana e di un bel colorito nulla, di cui
si possa godere, penetra nel corpo, tranne tenui simulacri,
che spesso trascinano la mente con una misera speranza.
Come quando in sogno un assetato cerca di bere e non gli data
bevanda che nelle membra possa estinguere l'arsura,
ma a simulacri di acque aspira e invano si travaglia
e in mezzo a un fiume impetuoso bevendo patisce la sete,
cos in amore Venere con simulacri illude gli amanti,
n possono saziare i propri corpi contemplando corpi pur vicini,
n sono in grado di strappar via qualcosa dalle tenere membra
con le mani errando incerti su per tutto il corpo.
E quando, alfine, congiunte le membra, si godono il fiore
di giovinezza, quando il corpo gi presagisce il piacere,
e Venere sul punto di effondere il seme nel femmineo campo,
s'avvinghiano avidamente al corpo e mischiano le salive
bocca a bocca, e ansano, premendo coi denti le labbra;
ma invano; perch non possono strapparne nulla,
n penetrare e perdersi nell'altro corpo con tutto il corpo;
infatti sembra talora che vogliano farlo e che per questo lottino:
tanto ardentemente si tengono avvinti nelle strette di Venere,
finch le membra si sciolgono, sfinite dalla forza del piacere.
Infine, quando il desiderio costretto nei nervi ha trovato sfogo,
segue una piccola pausa dell'ardore violento, per poco.
Quindi torna la stessa rabbia, e di nuovo li invade quel furore,
quando essi stessi non sanno ci che bramano ottenere,
n sono in grado di trovare che mezzo possa vincere quel male:
in tanta incertezza si consumano per una piaga nascosta.
Aggiungi che sciupano le forze e si struggono nel travaglio;
aggiungi che si trascorre la vita al cenno di un'altra persona.
Son trascurati i doveri, e ne soffre il buon nome e vacilla.
Frattanto il patrimonio si dilegua, e si converte in profumi
babilonesi, e bei sandali di Sicione ai piedi ridono,
s'intende, e grandi smeraldi con la verde luce
sono incastonati nell'oro, e la veste color di mare consunta
assiduamente, e maltrattata beve il sudore di Venere;
e i beni ben guadagnati dai padri diventano bende, diademi,
talora si cangiano in un mantello femminile e in tessuti di Alinda e di Ceo.
S'apparecchiano conviti con splendide tovaglie e vivande,
giochi, coppe senza risparmio, unguenti, corone, serti,
ma invano, perch di mezzo alla fonte delle delizie
sorge qualcosa di amaro che pur tra i fiori angoscia,
o quando per caso l'animo conscio s'angustia per il rimorso
d'una vita trascorsa nell'inerzia e perduta nelle orge,
o perch lei ha lanciato, lasciandone in dubbio il senso, una parola,
che confitta nel cuore appassionato divampa come fuoco,
o perch gli sembra che troppo lei occhieggi o che il suo sguardo
sia attratto da un altro, e nel suo volto vede le tracce d'un sorriso.
E questi mali si trovano in un amore che dura ed felice
al pi alto grado; ma, se infelice e senza speranza, ci sono
mali che puoi cogliere anche ad occhi chiusi,
innumerevoli; s che meglio stare prima all'erta,
come ho insegnato, e guardarsi dall'essere adescati.
Difatti evitare di cadere nei lacci d'amore
non cos difficile come districarsi, una volta presi
in mezzo alle reti, e forzare i possenti nodi di Venere.
E tuttavia, anche avviluppato e inceppato, potresti sfuggire
all'insidia, se proprio tu non opponessi ostacoli a te stesso,
e non ti celassi in primo luogo tutti i difetti dell'animo
o quelli del corpo di colei che prediligi e desideri.
Questo infatti fanno per lo pi gli uomini ciechi di passione,
e attribuiscono alle amate pregi ch'esse non posseggono davvero.
Cos vediamo che donne in molti modi deformi e laide
sono adorate e godono del pi alto onore.
E poi s'irridono a vicenda, e l'uno invita l'altro a placare
Venere, perch lo affligge un brutto amore, e spesso
non scorge, l'infelice, i propri mali, che sono i pi grandi.
La nera "ha il colore del miele", la sudicia e fetida "disadorna",
se ha occhi verdastri "l'immagine di Pallade", se nervosa e secca "una gazzella",
la piccoletta, la nanerottola, "una delle Grazie", "tutta puro sale",
la corpulenta e smisurata "un prodigio" ed "piena di maest".
La balbuziente, che non pu parlare, "cinguetta", la muta "pudica";
e l'irruente, odiosa, linguacciuta "tutta fuoco".
Diventa "un sottile amorino", quando non pu vivere
per la consunzione; se poi gi morta di tosse, "delicata".
E la turgida e popputa "Cerere stessa dopo aver partorito Bacco",
la camusa "una Silena" e "una Satira", la labbrona "un bacio".
Troppo mi dilungherei, se tentassi di dire tutte le altre cose
di questa specie. Ma tuttavia sia pure bella in volto quanto vuoi,
sia tale che da tutte le sue membra promani il potere di Venere:
certo ce ne sono anche altre; certo senza di lei siamo vissuti per l'addietro,
certo ella fa in tutto, e noi sappiamo che le fa, le stesse cose
che fa la brutta, e da s stessa, misera, s'appesta di odori nauseanti:
fuggono allora le ancelle lontano da lei e furtivamente sghignazzano.
Ma l'amante escluso, piangendo, spesso copre di fiori
e ghirlande la soglia, e profuma di maggiorana
la porta superba, e addolorato imprime baci sui battenti;
ma se, alfine ricevuto, lo investisse nell'entrare una sola
di quelle esalazioni, cercherebbe speciosi pretesti per andar via,
e cadrebbe il lamento, a lungo meditato, ripreso da lontano,
e in quel punto egli si taccerebbe di stoltezza, perch vedrebbe
d'avere attribuito a lei pi di quanto conviene concedere a una mortale.
N questo sfugge alle nostre Veneri; perci tanto pi esse celano
con la massima cura tutti i retroscena della vita a costoro
che vogliono tenere saldamente avvinti nei vincoli d'amore,
ma invano, perch tu con la mente hai pur sempre il potere di trarli
tutti alla luce e di scrutare tutto ci che pu essere oggetto di riso,
e, se lei di animo amabile e non odiosa, a tua volta
puoi lasciar correre e perdonare all'umana limitatezza.
N sempre di finto amore sospira la donna, quando,
abbracciando il corpo dell'amante, col proprio corpo lo congiunge,
e lo tiene avvinto, dando umidi baci sulle labbra che sugge.
Difatti spesso lo fa di cuore e, cercando condivisi
piaceri, lo stimola a raggiungere la meta dell'amore.
Non potrebbero altrimenti gli uccelli, gli armenti
e le fiere e le greggi e le cavalle sottomettersi ai maschi,
se la stessa natura loro non entrasse in calore, non ardesse traboccando
e non rispondesse con gioia alla Venere di quelli che dan loro l'assalto.
Non vedi anche come quelli che vicendevole piacere
ha avvinti, spesso nei legami comuni si travagliano?
Quanto spesso nei trivi i cani, anelando a distaccarsi,
bramosamente tirano con tutte le forze in direzioni opposte,
mentre restano tuttavia stretti nei possenti lacci di Venere!
Questo non lo farebbero mai, se non conoscessero mutui piaceri,
capaci di farli cadere nella rete e tenerli avvinti.
Dunque, ancora e ancora, come dico, il piacere condiviso.
E quando, nel frammischiarsi dei semi, per avventura
la femmina con sbita forza ha vinto e travolto la forza del maschio,
allora i figli nascono simili alle madri per effetto del seme materno,
come ai padri per il seme paterno. Ma quelli che vedi
partecipi d'ambedue gli aspetti, mescolare, l'uno accosto all'altro,
i volti dei genitori, crescono dal corpo paterno e dal sangue materno,
quando il concorde, mutuo ardore ha spinto a incontrarsi
i semi eccitati per le membra dagli stimoli di Venere,
e nessuno dei due ha vinto, n stato vinto.
Avviene anche talora che possano nascere figli simili agli avi,
e spesso riproducano gli aspetti dei bisavoli,
perch spesso i genitori celano nel proprio corpo
molti principi mescolati in molti modi, che, provenienti
dal ceppo originario, son trasmessi da padri ad altri padri:
cos Venere con varia sorte forma gli aspetti
e riproduce i volti e le voci e i capelli degli antenati;
giacch questi sono creati in noi da semi determinati,
non meno che le facce e i corpi e le membra.
E figlie femmine sorgono dal seme paterno
e maschi nascono plasmati dal corpo materno.
Sempre infatti il parto prodotto da duplice seme,
e quello dei due cui pi rassomiglia chi vien procreato,
lui che ha dato la parte pi grande; come puoi scorgere,
si tratti di maschio rampollo o di prole femminile.
N divine potenze rifiutano ad alcuno il seme generativo,
perch non venga mai chiamato padre dai dolci nati
e in sterili amori trascorra l'esistenza;
come credono sovente gli uomini, e mesti cospargono
di molto sangue le are e bruciano offerte sugli altari,
perch possano far gravide le mogli con seme abbondante.
Invano affaticano la potenza degli di e gli oracoli.
Giacch sterili sono, parte a causa di seme troppo denso,
altri, per contro, perch il seme liquido e sottile pi del giusto.
Il sottile, poich non pu fissare la sua aderenza alle parti,
sbito scorre via e torna indietro senza fecondare.
Il seme troppo denso, inoltre, poich per quegli altri nell'emissione
pi tenace del giusto, o non vola via con lancio abbastanza lungo,
o non pu penetrare egualmente nelle parti, o, sebbene sia
penetrato, si mescola a stento col seme femminile.
Si vede infatti che molto differiscono le armonie di Venere.
E alcuni pi fan pregne alcune donne, e da altri
meglio altre accolgono il peso e diventano gravide.
E molte furono per l'addietro sterili in pi matrimoni
e tuttavia alfine trovarono l'uomo dal quale poterono
generare fanciullini e arricchirsi di dolce parto.
E spesso anche per uomini, cui prima nella casa le mogli,
bench feconde, non avevano potuto partorire, fu trovata
la natura confacente, s che poterono munire di figli la vecchiaia.
A tal punto importa che i semi possano
mischiarsi coi semi in un modo atto alla generazione,
e che i densi s'uniscano coi liquidi e i liquidi coi densi.
E in ci ha importanza con quale vitto la vita si sostenti;
e infatti per alcuni cibi s'ingrossano i semi nelle membra
e per altri, al contrario, si assottigliano e si struggono.
E in quali modi si goda lo stesso carezzevole piacere,
anche cosa di grande importanza; difatti si crede per lo pi
che nella positura delle fiere e alla maniera dei quadrupedi le mogli
concepiscano meglio, perch cos i semi possono raggiungere
le proprie sedi, quando il petto chinato e son sollevati i fianchi.
N le mogli han punto bisogno di movimenti voluttuosi.
Giacch la donna s'impedisce di concepire e contrasta,
se godendo risponde essa stessa con le anche alla Venere dell'uomo
e con tutto il petto che s'agita flessuoso provoca il fiotto:
infatti scosta il solco dal retto percorso del vomere
e svia dalle sue sedi il getto del seme.
E cos son solite agitarsi le meretrici per propria utilit,
per non essere fatte pregne sovente e giacer gravide,
e insieme perch l'atto stesso di Venere sia agli uomini pi grato;
ma di ci evidente che le nostre spose non hanno bisogno.
E non avviene per volere divino talora o per le saette di Venere
che una donnetta di aspetto meno leggiadro sia amata.
Giacch la donna stessa talvolta, col suo fare
e coi modi compiacenti e col corpo finemente curato,
riesce ad avvezzarti facilmente a trascorrere la vita con lei.
Del resto, la consuetudine fa nascere l'amore;
giacch ci che percosso da colpi continui, bench lievi,
tuttavia in lungo tratto di tempo vinto e cede.
Non vedi come anche le gocce d'acqua che cadono sopra
le rocce, in lungo tratto di tempo bucano le rocce?


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