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Pubblicata il: giugno 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie orientali | Totali visite: 6719 | Valorazione:

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
SUL LAVORO

Allora un contadino disse: Parlaci del Lavoro.
E lui rispose dicendo:
Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l'anima della terra.
Poich oziare estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita, che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l'infinito.

Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta quando tutte le altre cantano all'unisono?

Sempre vi stato detto che il lavoro una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno pi remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verit la vita.
E amare la vita attraverso la fatica comprenderne il segreto pi profondo.

Ma se nella vostra pena voi dite che nascere dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte, allora vi rispondo : tranne il sudore della fronte niente laver ci che vi stato scritto.

Vi stato detto che la vita tenebre e nella vostra stanchezza voi fate eco a ci che stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verit la vita tenebre fuorch quando slancio,
E ogni slancio cieco fuorch quando sapere,
E ogni sapere vano fuorch quando lavoro,
E ogni lavoro vuoto fuorch quando amore;
E quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.

E cos' lavorare con amore?
E' tessere un abito con i fili del cuore, come se dovesse indossarlo il vostro amato.
E' costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
E' spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
E' diffondere in tutto ci che fate il soffio del vostro spirito,
E sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.

Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
"Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra, pi nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l'arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana, pi di chi fabbrica sandali per i nostri piedi".
Ma io vi dico, non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno, il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al pi piccolo filo d'erba;
E che grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso pi dolce dal proprio amore.

Il lavoro amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Poich se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potr sfamare l'uomo del tutto.
E se spremete l'uva controvoglia, la vostra riluttanza distiller veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte.


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