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Pubblicata il: giugno 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie orientali | Totali visite: 1215 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
SUL MANGIARE E SUL BERE

Allora un vecchio oste disse: Parlaci del Mangiare e del Bere.
E lui disse:
Vorrei che poteste vivere della fragranza della terra, e che la luce vi nutrisse in libert come una pianta.
Ma poich per mangiare uccidete, e rubate al piccolo il latte materno per estinguere la sete, sia allora il vostro un atto di adorazione.
E sia la mensa un altare su cui i puri e gli innocenti della foresta e dei campi vengano sacrificati a ci che di pi puro e innocente vi nell'uomo.

Quando uccidete un animale, ditegli nel vostro cuore:
"Dallo stesso potere che ti abbatte io pure sar colpito e distrutto,
Poich la legge che ti consegna nelle mie mani consegner me in mani pi potenti.
Il tuo sangue e il mio sangue non sono che la linfa che nutre l'albero del cielo".

E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
"I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
E i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore,
La loro fragranza sar il mio respiro,
E insieme gioiremo in tutte le stagioni".
E quando in autunno raccoglierete dalle vigne l'uva per il torchio, direte nel vostro cuore:
"Io pure sar vigna, e per il torchio sar colto il mio frutto,
E come vino nuovo sar custodito in vasi eterni".

E quando l'inverno mescete il vino, per ogni coppa intonate un canto nel vostro cuore,
E fate in modo che vi sia in questo canto il ricordo dei giorni dell'autunno, della vigna e del torchio.


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