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Pubblicata il: giugno 24, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie orientali | Totali visite: 1934 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
SU COLPA E CASTIGO

Allora un giudice della citt si fece avanti e disse:
Parlaci della Colpa e del Castigo.
E lui rispose dicendo:
E' quando il vostro spirito vaga nel vento,
Che soli e incauti commettete una colpa verso gli altri e quindi verso voi stessi.
E per questa colpa commessa dovrete bussare e, inascoltati, attendere a lungo alla porta dei beati.

Come l'oceano la vostra essenza divina;
Per sempre resta incontaminata.
E come nell'etere, in essa si muovono soltanto gli esseri alati.
Come il sole la vostra essenza divina;
Ignora le gallerie della talpa e non cerca le tane del serpente.
Ma in voi non dimora soltanto l'essenza divina.
Molto tuttora umano in voi, e molto in voi non ancora umano,
Ma un pigmeo informe che cammina addormentato cercando nelle brume il proprio risveglio.
E ora vorrei parlarvi dell'uomo che in voi.
Poich n la vostra essenza divina, n il pigmeo nelle brume, ma solo l'uomo conosce la colpa e il castigo.

Spesso vi ho udito dire di chi sbaglia che non uno di voi, ma un intruso estraneo al vostro mondo.
Ma io vi dico: cos come il santo e il giusto non possono innalzarsi al di sopra di quanto vi di pi alto in voi,
Cos il malvagio e il debole non possono cadere pi in basso di quanto vi di pi infimo in voi.
E come la singola foglia non ingiallisce senza che la pianta tutta ne sia complice muta,
Cos il malvagio non potr nuocere senza il consenso tacito di voi tutti.
Insieme avanzate, come in processione, verso la vostra essenza divina.
Voi siete la via e i viandanti.
E quando uno di voi cade, cade per quelli che lo seguono giacch li mette in guardia contro l'ostacolo.
Ma cade anche per quelli che lo precedono i quali, bench pi celeri e sicuri nel loro passo non rimossero l'ostacolo.

E vi dir inoltre, nonostante la mia parola vi pesi sul cuore:
L'assassinato responsabile del proprio assassinio,
E il derubato non senza colpa del furto subito.
Il giusto non innocente delle azioni del malvagio.
E chi ha le mani pulite non immune dalle imprese dell'empio.
S, il colpevole spesso vittima di chi ha offeso.
E ancora pi spesso il condannato regge il fardello di chi senza biasimo e colpa.
Voi non potete separare il giusto dall'ingiusto, il buono dal cattivo,
Poich stanno uniti al cospetto del sole come insieme sono tessuti il filo bianco e il filo nero.
E se il filo nero si spezza, il tessitore rivedr da cima a fondo tela e telaio.

Se qualcuno di voi volesse portare in giudizio una moglie infedele,
Soppesi anche il cuore del marito e ne misuri l'anima.
E chi volesse frustare l'offensore scruti nello spirito dell'offeso.
E se qualcuno di voi, in nome della giustizia, volesse punire con la scure l'albero guasto, ne esamini le radici.
E scoprir radici del bene e del male, feconde e sterili, tutte insieme intrecciate nel cuore silenzioso della terra.
E voi, giudici, che pretendete essere giusti,
Che giudizio pronunciate su chi, bench onesto nella carne, in spirito ladro?
Che pena infliggere a chi uccide nella carne, ma in spirito lui stesso ucciso?
E come perseguite chi nei fatti inganna e opprime,
Ma lui stesso afflitto e oltraggiato?

E come punite quelli il cui rimorso pi grande del loro misfatto?
Il rimorso non forse la giustizia retta da quella vera legge che servireste di buon grado ?
Ma non potete imporre il rimorso all'innocente, n strapparlo dal cuore del colpevole.
Inaspettato, esso chiamer nella notte affinch l'uomo si svegli e scruti dentro di s.
E come potrete capire la giustizia, se non esaminate ogni fatto in piena luce ?
Solo cos saprete che il caduto e l'eretto sono un solo uomo che sta nel crepuscolo, sospeso tra la notte della sua essenza non ancora umana e il giorno della sua essenza divina.
La pietra angolare del tempio non pi alta della pietra pi bassa delle sue fondamenta.


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