La Poesia

La casa della poesia
non avrà mai porte





Il più grande sito italiano di poesie e racconti

Entra o Registrati Che metta del giusto animo il pellegrino che bussa alla casa della poesia.


La Poesia | Antologia completa | Testi più votati | Ricerca avanzata | Rss Feeds | Invio materiale

    Poesie e racconti
» Poesia antica greca e latina
» Poesia dialettale italiana
» Poesia italiana
» Poesie inedite
» Poesie straniere tradotte
» Racconti inediti e/o celebri

  Filtra le poesie e racconti
» Più lette
» Più votate dagli utenti

  Felice Pagnani
» Disegni
» Sito Poesia
» In ricordo

   Iscrivermi alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai la info dei nuovi materiali pubblicati.
» Nome » E-mail

Titolo/Autore Testi    ricerca avanzata
Pubblicata il: luglio 23, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie orientali | Totali visite: 3958 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
abindranath Tagore
4

Ahimé, perché costruirono la mia casa

Ahimé, perché costruirono la mia casa
sulla strada che porta al mercato?
Essi ormeggiano i loro battelli
carichi presso i miei alberi.
Essi vengono e vanno
e passeggiano a loro piacere.
lo siedo e li osservo;
il mio tempo Passa lentamente.
Scacciarli non posso.
-E così passano i miei giorni.

Notte e giorno i loro passi
risuonano davanti alla mia porta.
Invano grido: « lo non vi conosco ».
Alcuni d'essi son noti alle mie dita,
alcuni alle mie narici,
il sangue delle mie vene
sembra conoscerli,
e alcuni son noti ai miei sogni.
Scacciarli non posso.
Li chiamo e dico:
« Venga a casa mia chiunque vuole.
Sì, venite ».

Al mattino la campana suona nel tempio.
Essi vengono reggendo
in mano i loro canestri.
I loro piedi sono rosso-rosati.
I loro volti sono illuminati
dalla prima luce dell'alba.
Scacciarli non posso. Li chiamo e dico:
« Venite a cogliere fiori
nel mio giardino. Venite ».

A mezzogiorno il gong risuona
al cancello del palazzo.
Non capisco perché lasciano il lavoro
e gironzolano intorno alla mia siepe.
I fiori nei loro capelli
sono pallidi e appassiti;
le note dei loro flauti son languide.
Scacciarli non posso. Li chiamo e dico:
L'ornbra è fresca sotto i miei alberi,
Amici, venite ».

A notte i grilli friniscono nei boschi.
Chi viene lentamente
e bussa gentilmente alla mia porta?
Il viso intravvedo vagamente,
nessuna parola viene pronunciata,
il silenzio della notte è tutto intorno.
Scacciare il mio muto ospite non posso.

Osservo il suo volto nell'oscurità,
e passano ore di sogno.


 Commenti degli utenti

Non ci sono commenti...



Protected by Copyscape DMCA Takedown Notice Violation Search
1 2 3 4 5
Come ti è sembrato?     Scarso
Eccellente    


Ti proponiamo i Poesie orientali più letti

» Mahatma Gandhi PRENDI UN SORRISO
» Kahlil Gibran FARO’ DELLA MIA ANIMA UNO SCRIGNO
» Kahlil Gibran IL SILENZIO
» Gibran Kalhil Gibran - L'amore
» Poesia di Mahatma Gandhi - Un dono
Gli ultimi Poesie orientali pubblicati

» Poesie scelte di Rejina mallok * Traduzione dall’arabo: Jahia Elamir
» Auguri di Buon Compleanno
» souvenir
» jahia El Amir _Donna
» Don Pompeo Mongiello - Haiku
» Don Pompeo Mongiello - Alba


    Una pubblicazione proposta fra le tante presenti nel sito
Dedicato a tre donne: Idrusa, la terra di Puglia, mia moglie

    Statistiche generali
» Pubblicazioni
6543
» Autori registrati
3082
» Totali visite
9984943
» Categorie
35

Eliminare i file cookie | Torna su   

2000, 2013 © La-Poesia.it | Fondato da Felice Pagnani e ripubblicato nel 2013 dalla redazione di Latamclick.