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Pubblicata il: luglio 23, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie orientali | Totali visite: 1161 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Rabindranath Tagore

Se vuoi riempire la tua brocca

Se vuoi riempire la tua brocca,
vieni, oh vieni al mio lago.
L'acqua si stringer intorno ai tuoi piedi
e ti sussurrer il suo segreto.
Sulla sabbia l'ombra della pioggia imminente,
le nuvole pendono basse
sopra il profilo azzurro degli alberi,
come i folti capelli sopra i tuoi occhi.
Ben conosco il ritmo dei tuoi passi,
essi battono nel mio cuore.
Vieni, oh vieni al mio lago,
se devi riempire la tua brocca.

Se vuoi startene oziosa e sedere indolente
e lasciare che la tua brocca galleggi sull'acqua,
vieni, oh vieni al mio lago.
Il declivio erboso verdeggiante
e i fiori di campo sono innumerevoli.
Dagli occhi bruni i tuoi pensieri vagheranno
come uccelli fuori dai nidi.
Il tuo velo cadr ai tuoi piedi.
Vieni, oh vieni al mio lago,
se vuoi sedere indolente.

Se vuoi lasciare il tuo gioco e tuffarti nell'acqua,
vieni, oh vieni al mio lago.
Lascia il tuo mantello azzurro sulla riva;
l'acqua azzurra ti coprir nascondendoti.
Le onde si leveranno in punta di piedi
per baciarti il collo e mormorare ai tuoi orecchi.
Vieni, oh vieni al mio lago,
se vorresti tuffarti nell'acqua.
Se vuoi essere folle e cercare la morte nell'acqua,
vieni, oh vieni al mio lago.
Esso freddo e molto profondo.
E' scuro come un sonno senza sogni.
Nei suoi abissi notti e giorni sono eguali,
e i canti sono silenzio.
Vieni, oh vieni al mio lago,
se vuoi tuffarti in braccio alla morte.


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