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Pubblicata il: agosto 10, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie tedesche | Totali visite: 1372 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Novalis - Inni alla notte

IV

Ora so quando sar l'ultimo mattino - quando la luce non mette pi in fuga la notte e l'amore - quando eterno sar il sonno e un solo sogno inesauribile. Celeste stanchezza sento in me. - Lungo e faticoso mi fu il pellegrinaggio alla tomba santa, grave la croce. Chi ha assaporato l'onda cristallina che, impercettibile ai sensi comuni, zampilla nel grembo oscuro del tumulo, ai cui piedi s'infrange il flutto terrestre, chi stette sopra le montagne all'estremo limite del mondo, e guard di l, nella nuova terra, nella dimora della notte - costui davvero non torna al travaglio del mondo, alla terra dove la luce abita in eterna inquietudine. Lass costruisce le sue capanne, capanne di pace, ardentemente desidera e ama, guarda al di l, finch la pi gradita di tutte le ore non lo trascina gi, nella vena della fonte - dove galleggiano i residui terrestri, sospinti indietro dai turbini; ma ci che sacro divenne al contatto d'amore, corre disciolto per tramiti oscuri alla sfera ultraterrena, dove si fonde, simile a vapore, con gli amori assopiti.

Ancora tu risvegli,
allegra luce,
lo stanco al lavoro - mi infondi
vita gioiosa -
per non mi attiri
lontano dal monumento
muscoso del ricordo.
Lieto voglio agitare
le mani operose,
guardarmi intorno, dovunque
tu avrai bisogno di me -
esaltare la piena
magnificenza del tuo splendore -
assiduamente perseguire
la bella concordanza
della tua opera ingegnosa -
lieto voglio osservare
il saggio cammino
del tuo potente orologio che splende -
scrutare l'equilibrio delle forze
e le norme
del giuoco prodigioso
degli spazi innumerevoli
e dei loro tempi.

Ma fedele il mio cuore
segreto rimane alla notte,
e a suo figlio, l'amore che crea.
Puoi tu mostrarmi un cuore
fedele in eterno?
Ha il tuo sole
occhi amici
che mi ravvisino?
e le tue stelle afferrano
la mia mano supplichevole?
Mi rendono in cambio
la tenera stretta
e la parola affettuosa?
Tu l'hai adornata
di colori e lievi contorni -
o fu lei che diede
significato pi alto e pi caro
alla tua grazia?
Quale volutt,
quale godimento offre la tua vita,
che in fascino equivalgano
ai rapimenti della morte?
Non porta i colori della notte
tutto quanto ci esalta?
Lei ti porta
maternamente,
e tu le devi tutta la tua gloria.
Svaniresti in te stessa -
nell'infinito spazio
ti sperderesti,
se lei non ti tenesse,
n ti serrasse,
cos che calda, accesa,
con la tua fiamma generassi il mondo.
Veramente ero prima che tu fossi -
la madre mi inviava ad abitare
coi miei fratelli il tuo mondo,
a consacrarlo con l'amore,
perch fosse un monumento
da contemplarsi in eterno -
e a trapiantarvi fiori
che non appassiranno.
Non sono ancora maturati
questi pensieri divini -
E sono ancora scarse le tracce
della nostra rivelazione -
Un giorno il tuo quadrante segner
la fine del tempo,
quando una nostra eguale,
o luce, tu sarai;
piena di nostalgia, di fervore
ti spegnerai e morirai.
Sento in me
la fine dell'opera tua laboriosa -
libert celeste,
ritorno beato.
In selvaggi dolori
riconosco la tua lontananza
dalla nostra patria,
la tua riluttanza all'antico
splendido cielo.
La tua furia e il tuo sdegno sono vani.
Indistruttibile
sta la croce -
vittoriosa insegna
della nostra stirpe.

Mi libro al di l
ed ogni mia pena
sar uno stimolo
di ebbrezza eterna.
Tra poco libero
sar da catene,
giacer inebriato
nel grembo d'amore.
In me vita ondeggia
potente, infinita:
io guardo dall'alto
laggi, verso te.
Si spegne il tuo vivo
fulgore sul colle -
ed un'ombra porta
la fresca corona.
Aspirami in te,
o amato, con forza,
perch mi addormenti
e impari ad amare.
Sento in me della morte
l'onda che fa giovani,
in balsamo ed etere
si muta il mio sangue -
Io vivo di giorno
con fede e coraggio
e muoio le notti
in ardore sacro.


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