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Pubblicata il: agosto 10, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poesie tedesche | Totali visite: 709 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Novalis - 8 -Non so che piangere...


VIII

Non so che piangere, piangere sempre:
oh, se potesse una volta soltanto,
una sola, apparirmi da lontano!
Santa tristezza! Durano eterni
le mie lacrime e i miei patimenti;
potessi impietrire qui sull'istante.

Lo vedo sempre soltanto soffrire,
lo vedo spirare pregando in eterno.
Oh, non si spezzi questo mio cuore,
e le mie palpebre pi non si chiudano;
io questa gioia - di sciogliere in pianto
tutto me stesso - non l'ho meritata.

Perch non c' nessuno che pianga?
Cos dileguarsi dovr il suo nome?
Forse d'un tratto il mondo morto?
Non potr attingere pi fiducioso
dai suoi occhi l'amore e la vita?
Veramente per sempre egli morto?

Morto, - che cosa pu significare?
Oh, ditemelo dunque voi sapienti,
dite il senso che pu, che deve avere.
Egli muto, e tacciono tutti,
nessuno in terra il luogo mi rivela
dove il mio cuore potr ritrovarlo.

Non c' un luogo qui sulla terra
che possa ancora rendermi felice,
tutto come un torbido sogno.
Anch'io sono spirato con lui;
e vorrei gi, nel sotterraneo spazio
con lui deposto, riposare in pace.

Poich suo padre e mio tu sei,
vieni e raccogli accanto alle sue
queste mie ossa, senza indugiare.
Sulla sua tomba, che sar presto
verde, leggero soffier il vento,
trasmutando l'umana sembianza.

Sarebbero cristiani, se il suo amore
conoscessero a fondo, tutti gli uomini,
dimentichi di quello che non conta;
e amando tutti soltanto quell'Uno,
con me sarebbero uniti nel pianto
fino a dissolversi in amaro dolore.


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