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Pubblicata il: novembre 03, 2016 | Da: cikos ibolja
Categoria: Poesie ungheresi | Totali visite: 926 | Valorazione

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cikos ibolja
traduttrice della Babel Web Antologia pubblicata in varie lingue
Szerelem után
pihenés, halk sóhajszél,
monoton kopogás.

Az eltűnt nyár után
a fák rozsda koronái
álmosan intenek.
Kis léptekkel közelít
a sötétülő nappal.
Nyirkos homály szívja fel
a kertek illatait.
Mustos cseppek peregnek.
Búcsúkört írnak le a madarak.

Mennyi tompa szín,
minden szürke, ugyanaz,
kedvtelen óra, nap.

Kertkapu nyílik magától.
Karjukat rezgetik
a tar ágak.
Az elmúlás neszét hintik szét.
Fojtott suttogás szól
az elhagyott üres házból.
Betölt az emlékek illata.

Felhőkkel úszni
volna jó!
Vigyetek mély álomba!
Emelkedjek a szennyes égen
a csillagok közé!
S maradjanak messze lent
a sárba temetett kertek.

Autunno

Riposo dopo
l’amore, un alito di vento,
un ticchettare monotono.

Dietro l’estate svanito
annuiscono assonate
le fronde degli alberi arrugginite.
L’abbuiare delle giornate
s’avvicina a piccoli passi.
La penombra uggiosa s’imbeve
del profumo dei giardini.
Scorrono gocce mostose.
Gli uccelli descrivono volute d’addio.

Quanti colori smorti,
tutto grigio, immutato,
l’ora svogliata e il giorno.

Cancelletto del giardino s’apre da solo.
I rami spogli
scuotono le braccia.
Spargono il fremito del decadimento.
Dalle vuote case abbandonate
s’ode un sussurrare strozzato.
Mi riempie il profumo dei ricordi.

Sarebbe bello nuotare
con le nuvole!
Concedetemi un sonno profondo!
Che possa rialzarmi tra le stelle
del sudicio cielo!
Che rimangano giů in lontano
i giardini immersi nel fango.


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