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Pubblicata il: agosto 16, 2013 | Da: Redazione
Categoria: Poeti francesi | Totali visite: 928 | Valorazione

Occhio al medio ambiente | Invia per per e-mail

  
Redazione
Sono Manuel figlio di Felice, contento di portar avanti il lavoro di mio padre.
Arthur Rimbaud

Le Illuminazioni - Poemi in prosa
METROPOLITANA


Dallo stretto d'indaco ai mari d'Ossian, sulla sabbia rosea e arancione che lav il cielo vinoso, sono or ora saliti, incrociandosi, boulevards di cri- stallo immediatamente occupati da giovani famiglie povere che si alimentano dai fruttivendoli. Nulla di ricco. - La citt.
Dal deserto di bitume fuggono in linea retta, sbandandosi con gli strati di bruma digradanti in bande orribili nel cielo che s'incurva, arretra e scende, formato dal pi sinistro fumo nero che possa fare l'Oceano in lutto, gli elmetti, le ruote, le barche, le groppe. - La battaglia.

Alza la testa: quel ponte di legno, arcato; quegli ultimi orti; quelle maschere colorite sotto la lanterna frustata dalla fredda notte; l'ondina grulla dalla veste frusciante, ai piedi dei fiume; quei crani luminosi nelle piantagioni di piselli, e le altre fantasmagorie. - La campagna.

Quelle strade orlate di cancelli e di muri che contengono appena i loro boschetti, e gli atroci fiori che si chiamerebbero cuori e sorelle, damasco dannante di languore, - possessi di fantastiche aristocrazie ultrarenane, giapponesi, guaran, atte ancora a ricevere la musica degli antichi, - e vi sono alberghi che, per sempre, non s'aprono gi pi; - vi sono principesse e, se non sei troppo oppresso, lo studio degli astri. - li cielo.

La mattina in cui, con Lei, vi dibatteste fra quegli splendori di neve, quelle labbra verdi, quegli specchi, quelle bandiere nere e quei raggi azzurri, e quei profumi purpurei dei sole dei poli. - La tua forza.


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