Sandro Penna

Alla pregiata vostra
Anche se il vento copre
L'aria di primavera
Arriva il bastimento
Autunno
Il balcone
Basta all'amore degli adolescenti
Cimitero di campagna
Città
Dorme sul lento carro un uomo
E' pur dolce il ritrovarsi
Eccoli gli operai sul prato verde
E' forse detto che l'amore umano
Era il settembre
Ero per la città
Esco dal mio lavoro tutto pieno
Falsa primavera
Fantasia per un inizio di primavera
Favola
Fine-1900
Già mi parla l'autunno
Il mare è tutto azzurro.
Il mio amore era nudo
Il sole che ha brunito questo corpo
Il vegetale
Interno
Lo vivere vorrei addormentato
La vita...
La veneta piazzetta,
Le stelle sono immobili nel cielo
L'opaca moltitudine si aggira
Lungo il vecchio sobborgo
Mi avevano lasciato solo
Mi nasconda la notte
Nel sonno incerto
Nell'alto arido eremo salmastri
Le nere scale della mia taverna
Notte - sogno di sparse
Nuotatore
Oh desolato all'alba
Piove sulla città
Ritornava il borghese alla sua casa
Scuola
Se la notte d'estate
Se la vita sapesse
Se mezzanotte viene
Sera nel giardino
Se dietro la finestra illuminata
Se sono vuoti gli alberi
Sogno dello scrivano romantico
Sole senz'ombra
Sotto il cielo di aprile
Sotto il sole vivace
Torre
Trovato ho il mio angioletto
Vacanze
È pur dolce ritrovarsi
Se la vita sapesse il mio amore
Se son malato vago tra la folla
Altre (1936-1957)
Andassi anch'io per stracci
Arrivavo a milano
Di febbraio a milano
Dimmi, luce dei cielo,
Entro nell'ombra
E poi come una mosca
Guardare per la strada
Indifeso fervore
La luna che nel cielo era assopita
L'amico cui ti appoggi
Moralisti
Nuoce più l'innocente
Oh il lamento arrugginito
Sempre fanciulli nelle mie poesie!
Sulla riva di fronte
Tu sei passato
Tutto il giorno passai coi contadini
Viene la sera
Al di là dell'ortaglia
Appunti
Oh nella notte il cane
O zelindo, non sa la tua notte
Poi fu una cosa povera
Quando gli aspetti del mondo lucevano
Qui è la cara città dove la notte
Scatenata dolcezza
Se trasalisce
Sono soli e legati
Straripa nell'umida notte in silenzio
Sul molo il vento soffia forte
Tu mi lasci
Un sogno di bellezza
Un uomo camminava sulla via
Veloce va l'atleta adolescente
Venni fra voi
Viaggiava per la terra
Viene l'autunno sonnolento
E' bella giovinezza
E' il nobile sesso
Entro l'azzurro intenso
E poi son solo
Estrosa inettitudine infantile
Felice chi è diverso
Forse la lenta tua malinconia
Forse la primavera sa
Fra le valli e le montagne
Forse la vita tua si fa gentile
Furente e rosso in volto
Ho puntato la brama
J'écoutais de loin les longs cris
Indi rivolto il viso
Lo vedevo un cadesse giallo e verde
Lento sorridi al riflettore
Lucenti spalle
Mutate il verde prato
Non è la costruzione il lieto dono
Non è la timidezza
Croce e delizia
Com'ero lieto sotto un albero in fiore
Donna in tram
E' bello lavorare
Ecco, fanciullo, io ti ho portato a questo
E' nel dolce scompiglio del tuo viso
E' ricresciuto il verde, amico
Fanciullo tutte queste tue bellezze
Forse la giovinezza è solo questo
Guarirai. si odono i treni
Il piccolo vittorio è un innocente
Il sole di settembre indora i canti
Il vento mi dà pace e la fontana
I tuoi calmi spettacoli
La lezione di estetica
Lasciami andare se già spunta l'alba
Lungo è il tragitto in autobus
Ma che grazia di sole
Mi perdo nel quartiere popolare
Mi ridestava la voce
Nel chiuso lago
O mia vita felice cui confido
Prenditi una ragazza
Ragazzi, questa sera
Scende la sera
Se desolato io cammino
Se ne va tutto casto
Se passa una bellezza che va in fretta
Si ricompone un ritmo
Sole con luna
Solfeggio
Solo un fanciullo ascolta la mia voce
Sotto la pioggia lenta s'è perduto
Sul campo aperto giuocano al pallone
Torna un pensier d'amore
Traversare un paese
Amore, amore
Al pari di un profilo conosciuto
Amico, sei lontano
Amore, gioventù, liete parole,
Amore in elemosina, solfeggio.
Andavo già piangendo fra la gente
Appena entrato, il vino
Assonnati garzoni
Giovanili ritrovate
Nella notte profonda
Nelle notti stellate aspettavo
Ogni giorno era bello
Ritornano le vele
S'andava verso il mare
Vivere è per amare qualche cosa
Voglio credere ancora in te, marcello
Andiamo
Il fanciullo che giuoca a me vicino
Il fanciullo che ascolta nei libri
La mia poesia non sarà
La sera
L'ombra di una nuvola leggera
Mattino
Mi adagio nel mattino
Il fattorello
Quando su la città, beata, antica
Ride su me la primavera
Se appare il mio ragazzo all'osteria
Se per la strada accade una disgrazia
Se torna il dolce miele sciroccale
Un bicchiere di latte ed una piazza
Un giorno che
Un monotono vento di veicoli
Viene l'alba d'estate
Vidi arrossire un giorno
Ribrillava una strada
Con un rapido vezzo hai liberato
Deserto è il fiume
Disegnavano in me nel caldo letto
Dominare un fanciullo
E mi tormenta il fortunato amore
Era per la città quasi un comune
Il fattorello
Già fiammeggia il cocomero
Giunto fra un incrociar di lenti carri
Indi salito in alto riposavo
I treni che languivano una volta
Languiva la stagione pigramente
La sera
La tempesta
Leggera piomba sul bene e sul male
Malato nel meriggio in un solfeggio
Ma se ognuno dormiva il treno e io
Nel buio della stanza in me risplende
Non ami le pareti della tua
Non era la città dove la sera
Non rivedrò il paese ove la sera
Quando la luce piange sulle strade
Inedite
Il treno tarderà di almeno un'ora
Immobile nel sole la campagna
Lo nella rada seguivo un fanciullo incantato
I pini solitari lungo il mare
L'accusato non ha se non parole
La luce di cui ardo è luce mia
La luna di settembre su la buia
La mano casta e odorosa di ferro
La mia vita è monotona
La rima facile, la vita difficile
La semplice poesia forse discende
La tomba del padre
Le porte del mondo non sanno
L'estate se ne andò senza rumore
L'insonnia delle rondini
Lumi del cimitero, non mi dite
Malinconia d'amore, dove resta
Ma perché non comprare il bene e il male
Mentre noi siamo qui
M'hanno battuto
Nei vicoli notturni
Nella luce lunare
Non moriva la luce
Passaggio a livello
Passano i buoi pesanti
Piove nel sonno mio
Qualcuno vi parlava
Qualcuno era venuto a turbare
Quando tornai al mare di una volta
Questo prato già pieno di fanciulli
Qui brucio la mia vita.
Ricomporre la mia malinconia
Salgono in compagnia dei genitori
Sedere a una tavola ignota.
Sotto l'alba piovosa se n'è andato
Un fanciullo correva dietro un treno
Un uomo già cantava nel suo buio
Uscì dal verde inaspettato
Il cielo è vuoto
Il mio fanciullo ha le piume leggere
La mattina di estate è ancora fresca
Lasciavo l'ospedale. rivestivo
Nel fresco orinatoio alla stazione
Paesaggio
Porto con me la dolce pena
Abbandonarsi all'onda delle sensazioni
Amavo ogni cosa nel mondo
Anonime stazioni
Fine-1900
Avete mai provato
Come beve alla fonte il bel fanciullo
Com'era l'onda sullo scoglio aperta
Come il vento di aprile è il mio fanciullo
Da una sala da ballo domenicale
Di primavera, se un piccolo amore
Ditemi, grandi alberi sognanti
Dopo averti spiegato e rispiegato
Ecco il fanciullo acquatico e felice
E' dolce piangere
E mio amore è furtivo
Entro una vaga e bianca
Era fermo per me
Era l'alba su i colli
Era la mia città
Ero solo e seduto
Ero solo nel mondo
Fanciullo non fuggire
Felice è stata oggi la mia casa
Fine di stagione
Fischiava alla sua porta
Forse invecchio
E crisantemo perde il suo colore
Una strana gioia di vivere
Le stelle mi guardavano
Era la vita tua lieta e gentile
Il ciclista polverosa
Tra due malandri in fiore
Il fanciullo magretto
Della romantica tuta
Per averlo soltanto guardato
Un po' di pace
Dacci la gioia di conoscer bene
La luna ci guardava
Un amore perduto quanta gioia
Cercando del mio male le radici
Oh se potessi
Notte bella
Ma insieme a tanto urlare di dolore
Se l'inverno comincia
Cullo una solitudine mortale
Un dì la vita mia era beata.
Come è forte il rumore dell'alba
Con il cielo coperto
Il gatto che attraversa la mia strada
Come è bella la luna di dicembre
E l'ora in cui si baciano
La rosa al suo rigoglio
La tenerezza tenerezza è detta
Oh non ti dare arie
La tua giusta fierezza
Come è bello seguirti
Passando sopra un ponte
O solitario intorno a una fontana