In morte di Dio
Quieta giace la dolce primavera
irta di immensi e soavi pensieri
sulle colline del cuore, di sera,
illudendo valorosi guerrieri.

Sui veroni della casa severa
io, assorto in dilettevoli mestieri
mirava un incantevole chimera,
tosto che ebbi a trovar nuovi criteri.

Così quel disonor de li cristiani
che suscita e disinganna la gente
e di cui ne decidea il viver domani,

giacquer or inquieto, tacito e morente,
all'udir delle Parche il canto e le mani
di Satana fè giustizia sapiente
.

Alessandro De Giorgi