SENZA TITOLO
Sei un’immagine sfocata,
l’unica che io conosca di te.
Poggiati su quel muretto
sogno un angelo che mi protegga,
un maglione che mi avvolga,
una tazzina che, se pur fragile e ingenua,
custodisca e raccolga tutto il caffè in essa versato.
L’aria è fredda, ma non lo percepisco
mentre tu sì….allora dov’è il mio angelo?
Potrei anche essere custode di me stessa,
o forse lo sono già….perché cercarlo e trovarlo in te?
che ignobile e futile forzatura!
Allora quel maglione deve essere ancora terminato,
e quella tazzina non ha retto al bollore…..
Io sono in te, ma tu dove sei?
….avevo uno spazio libero che pensavo di aver colmato,
ma solo ora mi accorgo che è vuoto: forse qualcuno
ha scoperto la combinazione del sigillo
che lo racchiudeva e tutto è volato via.
Io lo capisco ma non lo accetto…..non posso se voglio
continuare a sopravvivere nel mio mondo
che prima pensavo fosse anche il tuo.
Accecata dal buio folle delle spedizioni notturne,
intorno a quel tavolo colmo di sguardi, complicità e frasi sottintese;
inebriata da quegli occhi penetranti, vivi e “amici”;
affettuosamente legata all’ironia che ingenuamente susciti
svelando, contraddicendo e punzecchiando;
appassionata ai mille modi di tempo libero
che con tenacia e pazienza affronti quotidianamente….
mi sono cibata di un’illusione rivelatasi amara.
Sotto lo stesso sole, sopra lo stesso lettino
abbiamo sbucciato la frutta insieme….
…..ma tu sei stato più bravo di me.
ANOMIS

(Testo inviato da Simona)