| A MIA FIGLIA DI LA' DAL MARE |
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Di là dal telefono avevi rimproveri e strali, brandivi una lunga sequela di astii e rimbrotti, ma gli occhi tuoi fondi e i capelli piantati stizzosi nel mezzo alla fronte pensavo, indomiti alfieri di tanto tuo indomito umore che a niente si piega e persegue la strenua protesta...e protesta.. e protesta... E a contrasto la voce m'induce immagini di acque assolate di sabbie increspate da venti incostanti di erbe acquattate da quieti zebù ruminanti... Che fiero dispendio di tante energie strabordanti! Di là dal telefono non puoi capire perché la mia consueta materna attenzione per te sia oggi così rarefatta, distratta, protratta in barbagli di luce che il lucido zoccolo spicca di Pan quando batte la pietra di meriggio in meriggio. Il peggio è che se mi leggessi nel pensiero di scatto t'ammutoliresti offesa dalla mia scarsa considerazione per la tua giovane e lieta disperazione. E non sapresti quanto rispetto ne provo, invece, e quanta sorridente considerazione. |