Georges Simenon: "Il borgomastro di Furnes". Adelphi, pagg. 228. Euro 14 (Trad. Tea Turolla)

Baas, ossia padrone, è l'appellativo con cui viene chiamato Joris Terlinck, per il fatto che, oltre ad essere il proprietario di una manifattura di sigari, ereditata da un'amante, Berthe de Groote, che dà il via alla sua fortuna, è un po' il signore, il dominus, di tutto quanto accade nel paesino fiammingo di Furnes, poco più di cinquemila abitanti, di cui è il borgomastro: "La città era cosa sua". Mi verrà più volte in mente "Vita e morte del sindaco di Casterbridge" di Thomas Hardy.
Il suo indiscusso potere viene sottolineato dall'autore con l'indicare che l'interno del suo ufficio di sindaco, come l'interno della sua casa, sono osservabili da fuori, dalla piazza principale, e i cittadini che alzano gli occhi alle sue finestre, spesso scorgono ciò che sta facendo. Imponente ("Un pezzo d'uomo") e severo, "non scherzava mai." Si respira quell'atmosfera suggestiva che ha il mondo fiammingo con quella sua natura che pare sempre nascondersi dietro nebbie e penombre, e che quando si rivela mostra tutto il suo splendore: "suo padre, il vecchio Joris, fino al giorno prima di morire aveva pescato gamberetti davanti alla spiaggia, con il cavallo che trascinava la rete quando c'era la bassa marea." Gli interni delle locande e delle abitazioni hanno quegli arredi massicci e pesanti (quali sono efficacemente descritti, ad esempio, per il Caffè Vieux Beffroi), bui anche nei colori, dai quali ci si attende sempre una lentezza, una implicita e naturale attitudine allo scavo dei pensieri e delle azioni. Caratteristica di questo romanzo è quella di offrirci ogni tanto un'inquadratura a distanza, più spesso presa da una finestra; e da questa immagine di insieme si stringe poi su singoli fatti o personaggi.
La moglie, Thérésa, lo teme, è assurdamente remissiva, i suoi gesti sono, per ogni cosa che fa, "timidi e furtivi, quasi che si aspettasse di essere picchiata." Hanno una figlia di ventotto anni, Émilia (che chiamano "Mimilia") tenuta nascosta in una stanza al secondo piano, giacché è malata: una furia la pervade e se ne sta sdraiata nuda sopra un pagliericcio in mezzo a lordure di ogni tipo: "se ne stava sempre rigida sul letto, completamente nuda, magra, livida, ricoperta di piaghe." Il padre ogni giorno sale da lei per recarle il cibo e pulire la camera. Una situazione di questo genere, la si incontra anche in "Jane Eyre", a proposito di Bertha, la moglie pazza di Rochester.
Dentro questo scenario già poco allegro, prende il via la storia, con un suicidio e un tentato omicidio. Si uccide Jef Claes, un dipendente della manifattura di sigari di proprietà del borgomastro. È stato da lui per chiedergli un anticipo di mille franchi per poter far abortire la sua ragazza, Lina, figlia del ricco birraio Léonard Van Hamme, che abita proprio di fronte a casa sua. Il rifiuto del padrone lo ha indotto a mettere in atto il suo proposito di uccidere Lina per poi suicidarsi. Lui muore, infatti, ma la ragazza rimane ferita e così, condotta in ospedale, viene scoperto il suo stato. Il padre birraio si rifiuta di andarla a trovare.
Ciò che è accaduto non solo turba il paese, ma comincia a rosicare dentro l'animo del borgomastro. Le donne di casa, la moglie e la domestica Maria, che fu sua amante e dalla quale è nato un figlio, Albert, mai riconosciuto ed incamminato su di una brutta strada, sanno bene che il giovane suicida è venuto a trovarlo e sicuramente immaginano di che cosa abbiano parlato. Da quel giorno hanno cominciato a guardarlo con certi occhi, come se lo ritenessero responsabile dell'accaduto. Lui, invece, non si sente affatto colpevole per quel suicidio. Così crede, ma gli altri, la moglie soprattutto, giudicano severamente il suo comportamento che ha prodotto una tale disgrazia e ha indotto il padre di Lina, quel Léonard Van Hamme ("enorme nel cappotto foderato di pelliccia"), che in politica era il suo più acerrimo nemico, a disconoscere, per non perdere la stima dei cittadini, la figlia diciottenne, costretta ad andarsene da Furnes e a rifugiarsi ad Ostenda. Lo svolgersi della trama si accompagna a ritratti ben scolpiti dei personaggi, siano essi principali che secondari, tra i quali emergono il segretario comunale Kempenaar, "che ha la mano costantemente umidiccia", l'avvocato Meulebeck, che "pallido, aveva la fronte troppo alta e troppo larga, il naso lungo e gli occhi da miope dietro gli occhiali con la montatura d'acciaio", il notaio Coomans "tutto bianco e rosa, bianco di barba e rosa di pelle, un bianco e rosa da porcellana.", o la grassa ostessa Janneke, o la disinvolta amica di Lina, Manola, "bella ragazza, la tipica fiamminga bene in carne, rosea e allegra", o la domestica di Lina, Elsie, "alta e ossuta, come intagliata nel legno". Simenon ha la capacità di raccontare disseminando il tracciato di fisionomie che trasformano le sue parole in immagini dense di umori, sia che fermi il suo sguardo sugli uomini quanto sulle cose. In ciò ricorda un po', ancora una volta, il Thomas Hardy di "Via dalla pazza folla", che dissemina di ritratti di contadini il suo romanzo. Simenon rende viva l'immagine della regione delle Fiandre, così come riemerge sempre dalla memoria di chiunque l'abbia visitata almeno una volta nella sua vita, e il ricevimento che, nella giornata del primo dell'anno, il borgomastro tiene in municipio, dove si recano a fargli gli auguri tutti i cittadini, suddivisi a gruppi da un antico cerimoniale, ripropone nitidamente davanti a noi quei volti che conoscemmo. In questa occasione solenne, il borgomastro offre a tutti uno dei suoi sigari, usciti nuovi nuovi dalla fabbrica, e alla fine, quando la cerimonia giunge al termine, per le strade di Furnes "Tutti avevano in bocca lo stesso sigaro."
Come pure, davanti a noi continuiamo a vedere gli imponenti palazzi dai frontoni alti e scalinati, eretti intorno alla "piazza sulla quale la forma delle migliaia e migliaia di cubetti di selce si indovinava attraverso il sottile strato di neve."
Ma quell'increscioso incidente si è messo a lavorare in lui come un tarlo accanito e perfido, sicché presto si sa che il borgomastro di Furnes si reca spesso a Ostenda, dove si è rifugiata Lina, che ormai è vicina a partorire il figlio di Jef, il giovane suicida. Lui stesso si domanda: "Perché mai il semplice fatto di arrivare a Ostenda era diventato un piacere, un sollievo?" C'è anche chi maligna, però, che sia diventato "una sorta di depravato, un mostro dalle turpi passioni!"
Intanto la madre di Jef si è data al bere. Lui lo sa, ma non intende far nulla per aiutarla, solo che una volta "era entrato in un ufficio postale e aveva mandato un vaglia anonimo di cinquanta franchi alla madre di Jef." Non sarà l'unica. Se la trama non riserva sorprese rispetto a romanzi del genere che abbiamo conosciuto di altri autori, in questo di Simenon è la quieta attesa della nemesi che ci affascina e ci avviluppa nel mentre sta prendendo forma all'interno di un paesaggio che sembra distratto, occupato altrove, ed invece con la coda dell'occhio è sempre lì, vigile, presente, eccome. Lo stesso borgomastro sembra distratto, non accorgersi di quel rimorso che ha principiato da tempo a lavorare dentro di lui: "Si accendeva il sigaro adagio, e badava a mantenere intatta la cenere il più a lungo possibile." È uno strano rimorso, infatti, il suo, come se dalla cattiveria compiuta nei confronti di Lina e del suo ragazzo sprigionasse una fascinazione che lo sta inchiodando sulla croce di una verità che era stata sempre sotto i suoi occhi e non riusciva a vedere.
È la colpa, dunque, che, dopo averci confusi, svuotati, umiliati, annientati forse, è in grado di rigenerarci. Una tale trasformazione è scandita magistralmente dall'agonia di Thérésa: "lui la guardava, e non era commozione quella che gli si leggeva in viso, non era dolore, bensì una sorta di ebetudine, lo sforzo ostinato di chi vorrebbe capire."
Quando comprenderà, si sentirà "talmente più grande di tutti loro e di quanto lui stesso era stato fino a quel momento!" che lo invaderà una calma, quella quieta rassegnazione che farà della sconfitta il momento più alto della sua vita.


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