Serena II



questa terra clonica

su e giú offuscata dal sonno
è grassa mezzo morta il resto gira a vuoto
squarcia la peluria nera il cuoio
è guado cenerognolo
grugnisci urla nel bosco sveglia tutti gli uccelli
bracca le puttane dai felci
questo imbecille crepuscolo che batte il sottobosco
belando perché lo dissanguino
questo silenzio crapulento
strappagli il cuore

nei suoi sogni trema ancora
ricorda i vecchi giorni bui ansimante
nelle grinfie dei Pins nell'ansietà della sua ora
la vecchia befana si contorce crede di morire
la luce manca è tempo di sdraiarsi
baia di Clew vasca eli fiori xantici
Croagh Patrick si ridusse indù per far dispetto a un pellegrino
è pronta si è sdraiata su tutte le isole di gloria
e ora sforza questa sera sabbatica di ghirlande
con un oh-issa-oh di cigni fisicamente validi
dalla terra dannata le loro scogliere di trecce
in un pantano lascia cadere i suoi piccoli
le balene della baia della Torba Nera ballano
gli asfodeli arrivano di corsa gli iridi dietro
crede di star morendo si vergogna

mi portò su fino a uno spartiacque
da dove come le rubriche di un'infanzia
guarda Meath che brilla attraverso una fessura dei monti
brigate di larici non si può piú tornare
uno sbandamento di sentieri e torrenti che scappano verso il mare
Kindergarten di guglie e poi il porto
come una donna che tenta di coprirsi il seno
e mi lasciò

qualunque sia il credito di panico con cui uscimmo
con lo stesso credito ritorneremo
non ci sarà spreco di panico tra l'uomo e il suo cane
per cagna che egli sia

pacchetto bagnato di Churchman
museruola del tumulo
è peggio del sogno
la cagna chiassosa della luce non è facile
questa terra clonica
tutti questi fantasmi rabbrividendo sfuocati
è inutile chiudere gli occhi
tutte le corde della terra rotte come accordi di pianista
i rospi di nuovo in giro nei soliti posti
strisciando verso i loro agguati
le favole di Meath finite
dunque dite le vostre preghiere e a letto
le preghiere prima che le lampade comincino a cantare dietro i larici
qui presso questi ginocchi di pietra
quindi ciao-ciao sugli ossi